Allarme meningite... o è solo allarmismo?

La situazione è sotto controllo da diversi anni, ma ora si è scatenato l'allarme

Attualmente non esiste alcun “allarme meningite”. Nel 2015, su oltre 60 milioni di abitanti, si sono verificati in Italia quasi 200 casi di meningite da meningococco (soprattutto di tipo B e C), con una letalità per il 10% dei casi, quindi circa 20 casi di morti per meningite all’anno.

In generale, la diffusione della meningite è quindi molto bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni. L’unica variazione negli ultimi due anni riguarda il focolaio di meningococco C presente in Toscana che è però circoscritto in un’area specifica nella quale la Regione ha immediatamente predisposto l’offerta gratuita della vaccinazione a un’ampia quota della popolazione.

Cos'è la meningite

Ma vediamo meglio in cosa consiste questa infezione. La meningite consiste in un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello. Questa infiammazione può essere causata da un’infezione di virus o batteri.


Tra i germi che possono causare la meningite, il più temuto è la Neisseria meningitidis, anche detto meningocco. Del meningococco esistono diversi tipi: A, B, C, Y, W135, X.

Il più aggressivo è il meningococco di tipo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. 

Il contagio può avvenire attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla; e ciò può accadere solo durante la fase acuta e nei giorni immediatamente precedenti.

Dopo di che, il periodo di incubazione della meningite batterica può variare dai 2 ai 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria). Tuttavia, affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta.

D’altro canto, l’essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia: si può essere infatti portatori sani di tali batteri, senza alcuna sintomatologia e senza un aumentato rischio di sviluppare la malattia.

Cos'è la meningite

I sintomi

In chi sviluppa la malattia, i primi sintomi possono essere aspecifici: sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni i sintomi peggiorano e compaiono nausea e vomito, pallore, fastidio per la luce.

Ma i segni più caratteristici sono la cefalea, la febbre e la rigidità del collo, ovvero l’assoluta impossibilità a piegare il collo. Ovviamente, la comparsa di questi sintomi richiede una pronta valutazione da parte del medico.


Nei neonati alcuni dei sintomi indicati non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito.

Bibliografia consultata
1. Istituto Superiore di Sanità. Rapporto epidemiologico Influnet. N. 11, 11 gennaio 2017.
2. Ministero della Salute. FAQ Meningite. Ultimo aggiornamento 9 gennaio 2017.
3. Kasper DL, Braunwald E, Fauci AS, et al. Harrison. Principi di Medicina interna, 16^ edizione. McGraw-Hill Ed., 2005.
4. Istituto Superiore di Sanità. Meningite. Cosa c’è da sapere. 10 gennaio 2017.

23 febbraio 2017


Approfondimento Prevenzione Salute

Medico di base - Pneumologo


Articoli correlati

Contenuto Web