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Asma nei bambini: i sintomi possono peggiorare in caso di apnee

Quando il trattamento delle apnee notturne può migliorare la condizione asmatica nei bambini

L'asma bronchiale è una patologia ad elevata prevalenza: negli Stati Uniti rappresenta la terza più frequente condizione cronica sotto i 18 anni. Inoltre l'asma continua ad essere una delle più frequenti cause di ospedalizzazione, tanto che nel 2010 è stato stimato che i dipartimenti di emergenza americani hanno effettuato 640.000 visite di pronto soccorso per riacutizzazioni di broncospasmo.

Lo scarso controllo dei sintomi respiratori determina un incremento dei costi sanitari diretti con costi addizionali indiretti per perdita di giorni scolastici e perdita, per i genitori, di giorni di lavoro.

Per ottenere un buon controllo della sintomatologia asmatica è consigliata la somministrazione quotidiana di farmaci antinfiammatori, che comprendono gli steroidi inalatori, gli steroidi inalatori combinati con i broncodilatatori e gli antileucotrienici.

Altri importanti aspetti per ottimizzare il controllo dell'asma sono: evitare l'esposizione agli allergeni, come ad esempio gli acari, ed agli inquinanti, in particolare il fumo di sigaretta.

Tuttavia, studi recenti hanno riscontrato che l'asma bronchiale può sovrapporsi con altre malattie concomitanti, come ad esempio il reflusso gastroesofageo, l'obesità ed i disturbi respiratori legati al sonno. Il miglioramento dei sintomi asmatici in questo caso è determinato dalla soluzione di queste condizioni concomitanti.

 

asma e apnee

 

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno

La sindrome delle apnee ostruttive è considerata la più frequente condizione tra le malattie respiratorie legate al sonno, generalmente ne sono affetti circa il 2-3% dei bambini. Similmente all'asma, le caratteristiche fisiopatologihe associata alla sindrome pediatrica delle apnee notturne includono l'aumento dell'infiammazione delle vie aeree, che determina l'ipertrofia del tessuto adenotonsillare delle alte vie aeree. Il tessuto ipertrofico tonsillare e la sottostante infiammazione predispongono le alte vie respiratorie ad episodici collassi, che caratterizzano le apnee del sonno.

Recenti evidenze hanno suggerito che le complicanze fisiopatologiche dell'asma e delle apnee possono sovrapporsi nei bambini, riportando una forte correlazione tra il numero delle apnee ed i sintomi asmatici. 

Per ipertrofia tonsillare si intende il fatto che le tonsille siano molto ingrossate e gonfie, tanto che possano creare un disturbo alla respirazione. Il tessuto linfatico di cui sono costituite le tonsille raggiunge il suo massimo accrescimento verso i quattro anni, ed in genere dopo un anno di vita anche quelli che hanno le tonsille veramente ipertrofiche non lo manifestano in modo evidente.

 

Quando affrontare i sintomi

Un'ipertrofia tonsillare non significa che le tonsille siano malate, quindi molti bambini possono avere le loro tonsille un po' più evidenti, più grandi degli altri e non avere mai nessun disturbo. L'unico disturbo che potrebbero dare le tonsille veramente ipertrofiche è un disturbo alla respirazione: il bambino può presentare un respiro rumoroso e, sopratutto durante il sonno, può russare ed arrivare agli episodi di apnea.

Solo nei casi di crisi di apnea e se sono presenti seri disturbi del sonno è indicata una correzione chirurgica, che consiste nella tonsillectomia, in altre parole nell'asportazione totale delle tonsille.

 

asma bambini apnee

 

Asma e apnee ostruttive

Nei bambini i sintomi dell'asma possono peggiorare in caso di apnee ostruttive, caratterizzate da pause nella respirazione durante il sonno per l'ostruzione parziale o totale delle prime vie aeree. Uno studio dell'Università di Chicago ha evidenziato in particolare nei bambini asmatici importanti miglioramenti dopo essere stati sottoposti ad invervento chirurgico di asportazione di tonsille ed adenoidi, indicato in alcuni casi per le apnee.

 

Le conseguenze

I dati parlano chiaro: negli adulti, le apnee ostruttive colpiscono il 3-4% della popolazione e, nel caso di soggetti asmatici, costituiscono una grave complicazione. L'apnea, riducendo i livelli di ossigeno nel sangue, non può che aggravare i sintomi dell'asma.

Secondo il Global Asthma Report 2014 dell'Organizzazione mondiale sulla Sanità, nel mondo soffrono di asma 334 milioni di persone, e le cifre sono in preoccupante ascesa. In Europa, gli asmatici sono 30 milioni e le stime parlano di 120 mila decessi per attacco d'asma nei prossimi 5 anni.

In Italia, l'asma a componente allergica è in aumento, anche a causa di fattori predisponenti quali l'inquinamento ambientale e la lunga permanenza in stanze chiuse. 

L'asportazione chirurgica di tonsille e adenoidi è indicata soltanto per coloro che soffrono di apnee notturne, diagnosticate con uno specifico esame poligrafico. In alternativa, un trattamento adeguato a seconda dei casi può essere l'utilizzo delle CPAP, ovvero un dispositivo di pressione positiva che migliora la respirazione durante le ore di sonno.

I bambini asmatici, senza questa complicanza, devono invece seguire il trattamento farmacologico, che nella maggior parte dei casi pediatrici è molto efficace.

 

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13 giugno 2017


Approfondimento Disturbi del sonno Salute


Direttore Struttura Complessa di Pneumologia

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