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Parliamone Insieme: lo sviluppo psico-cognitivo del bambino

A che età il bambino inizia a mettersi nei panni dell'altro? Quando inizia a distinguere tra fatto reale e credenza?

Domanda: "In alcune occasioni ho la sensazione che mio figlio, che ha quattro anni, capisca cosa ho in testa, cosa voglio fare..per esempio quando sono in cucina e devo cucinare la pasta, mi passa la pentola un po come sapesse che ho in mente proprio di fare quello..."

Risposta: Intorno ai 4 anni i bambini sono in grado di mettersi nei panni altrui, cogliere l'intezione e anticipare un'azione, perché possono comprendere gli altri, affidandosi alla loro personale teoria della mente.

Entriamo nel dettaglio...

 

Come arriva il bambino comprendere se stesso e gli altri?

Per molto tempo il bambino è stato osservato e studiato in relazione al mondo degli oggetti inanimati, ma successivamente si è compresa la parzialità di questo modo di conoscerlo e ci si è dedicati anche allo studio del bambino in relazione alle altre persone.

Ci si è chiesto come un infante arrivi a comprendere se stesso e gli altri, in altre parole come costruisce la comprensione del funzionamento degli esseri umani, partendo dalla considerazione che rispetto agli oggetti inanimati desiderano, provano emozioni.

Dagli studi di questi ultimi trent'anni, si tende a sostenere che il bambino dispone di una Teoria della mente, con il quale il bimbo comprende il funzionamento del mondo psicologico e gli stati mentali dell'altro.

Tale Teoria evoleve con il trascorre del tempo e lo sviluppo psico-cognitivo del bambino.

 

sviluppo comprensione bambino

 

Su cosa si basa la teoria della mente del bambino?

I due stati mentali fondamentali su cui si basa la teoria della mente del bambino sono: i desideri e le credenze.

Essi sono i 'motori' che causano le azioni e le reazioni emotive agli esiti delle azioni stesse.

Il desiderio è uno stato mentale più semplice: 'Lui vuole una mela' (Camaioni, 1995). Il bambino attribuisce all'altro il desiderare qualcosa.

La credenza è uno stato mentale più complesso: 'Lui pensa che sia una mela' (Camaioni, 1995). Il bambino attribuisce all'altro una rappresentazione mentale: nell'esempio della mela, il bambino che vede un adulto prendere la mela 'teorizza' che la prende perchè la desidera ma anche perchè crede che quell'oggetto è una mela, ha nella sua mente 'l'idea di cosa sia una mela' (rappresentazione) e in qualche modo la riconosce nella realtà.

 

Come evolve la teoria della mente nel bambino?

Un bambino di due anni interpreta le azioni dell'altro sulla base dei desideri e delle reazioni emotive che derivano dalle azioni. Le reazioni emotive sono legate al soddisfacimento del desiderio.

Per esempio: il bambino vede l'adulto prendere la mela. Pensa "l'adulto fa questo perchè la vuole ed è felice perchè ce l'ha".

Il bambino a questa età possiede una teoria della mente definibile come psicologia del desiderio.

Verso i 3 anni la psicologia che possiede il bambino è basata sulla credenza-desiderio, ossia il bambino crede che il comportamento dell'altro sia guidato dai suoi desideri, ma anche dalle sue credenze sia vere che false. Il famoso esperimento di Sally e Anna lo spiega con chiarezza.

 

Che cos'è la falsa credenza?

Ad un bambino viene presentato uno scenario dove ci sono due bambole Sally e Anna che insieme nascondono una biglia in un cesto. Sally esce e Anna all'insaputa dell'altra sposta la biglia in una scatola di cartone. Sally rientra.

Al bambino sottoposto all'esperimento viene chiesto: 'In quale contenitore Sally cercherà la biglia?'

All'età di 4 anni si otterà la risposta corretta, cioè che Sally cerca la biglia dove l'aveva riposta ossia nel cesto, il bambino a questa età è in grado di comprendere la falsa credenza di Sally (ritrovare la biglia dove l'ha messa) e di disgiungerla dalla realtà (la biglia è nella scatola).

All'età di 3 anni invece il bambino dell'esperimento risponde che Sally cerca la biglia dove è realmente ossia nella scatola. Ciò accade perchè il bambino piccolo non riesce a rappresentare le credenze se sono differenti dalla realtà di fatto.

Quindi il bambino a 4 anni è in grado di differenziare tra la realtà di fatto e credenza e quindi si è certi che la teoria della mente comprende anche il concetto di rappresentazione mentale. In altri termini intorno a questa età il bambino è in grado di mettersi nei panni dell'altro, anticipare di suoi pensieri e orientarsi nella relazione con l'altro.

Con la capacità di rappresentare, il bambino comincia gradualmente ad affiancare al pensiero concreto un pensiero astratto e simbolico.

 

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Bibliografia: L. Camaioni, P. Di Blasio, 2002, 'Psicologia dello sviluppo', Il Mulio.no.


8 giugno 2017


Approfondimento Psicologia


Psicologa e psicoterapeuta, Responsabile Sportello Psicologico Spazio Agorà per Acli Milanesi