Definire correttamente l'insonnia per curarla meglio

E' importante poter distinguere un semplice disturbo da una vera patologia e prevenire successive conseguenze sulla salute

Definire correttamente l'insonnia non è semplice perché con tale termine si può intendere sia un sintomo di altri problemi di salute sia un disturbo a sé. Generalmente, chi riferisce di soffrire di insonnia, presenta insoddisfazione per la quantità o la qualità del sonno.

A tale descrizione è associato uno o più dei seguenti aspetti soggettivi:

- difficoltà di inizio del sonno

- difficoltà di mantenimento del sonno

- risveglio precoce con incapacità a riaddormentarsi

problemi di sonno sono in generale correlati a livelli più elevati di ansia, di dolore fisico e disagio e deficit cognitivi. A tale riguardo, l'insonnia può essere associata a conseguenze per la salute a lungo termine, tra cui un aumento della morbilità generale, malattie respiratorie, malattie reumatiche, malattie cardio- e cerebro-vascolari e diabete.

Per definire correttamente l’insonnia ci si basa sui criteri diagnostici dell’American Psychiatric Association and Statistical Manual (DSM) e/o della classificazione internazionale dei disturbi del sonno (ICSD). Entrambi questi strumenti sono stati recentemente aggiornati.

I criteri per la definizione del disturbo dell'insonnia richiedono che essa causi un disagio clinicamente significativo o una menomazione nelle proprie funzioni (sociale, professionale, educativa, scolastica, comportamentale o altro), che si verifica, nonostante adeguate possibilità di dormire, per un minimo di 3 notti a settimana per almeno 3 mesi.

La diagnosi richiede anche che i sintomi non siano collegati ad altri disturbi del sonno (per es. narcolessia, sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, disturbi del ritmo circadiano) e non siano imputabili agli effetti di farmaci, coesistenti disturbi mentali o condizioni mediche.

Le cause dell'insonnia

L’insonnia può avere molteplici cause, per esempio:

- Malattie psichiatriche e disturbi neurologici (per es. demenza, malattia di Parkinson, dolori nevralgici, cefalea)

- Dolori cronici, che si evidenziano durante la notte

- Disturbi respiratori, in particolare asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva e sindrome delle apnee notturne

- Disturbi cardiaci

- Disturbi gastrointestinali, in particolare la malattia da reflusso gastro-esofageo

- Ipertiroidismo

- Menopausa

- Insufficienza renale e insufficienza epatica

- Farmaci e droghe, per esempio uso di corticosteroidi, antidepressivi, simpaticomimetici, amfetamine, cocaina, nicotina.

- Abuso di caffeina: sono a volte sufficienti 3-5 tazzine per disturbare significativamente il sonno

- Abuso di alcol: può accrescere la sonnolenza e abbreviare la latenza del sonno, ma aumenta il numero di risvegli

Fonti: American Psychiatric Association. Sleep- Wake Disorders. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition. Arlington, V A: American Psychiatric Association; 2013.

Brasure M, MacDonald R, Fuchs E, et al. Management of Insomnia Disorder. SourceRockville (MD): Agency for Healthcare Research and Quality (US); 2015 Dec. Report No.: 15(16)-EHC027-EF.

Kasper DL, Braunwald E, Fauci AS, et al. Harrison. Principi di Medicina interna, 16^ edizione. McGraw-Hill Ed., 2005.

21 dicembre 2016


Approfondimento Disturbi del sonno

Medico di base - Pneumologo


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