Fumo di sigaretta e insufficienza cardiaca

L'associazione fumo di sigaretta e insufficienza cardiaca è un rischio particolarmente presente nell'anziano

È noto il binomio fumo di sigaretta e insufficienza cardiaca. Numerosi studi hanno infatti ormai accertato i numerosi danni che il fumo di sigaretta può provocare al cuore e ai vasi.

Uno studio britannico ha voluto definire con maggiore dettaglio l’entità e le caratteristiche di questo rischio. A tale scopo è stata valutata un’ampia popolazione di anziani. L’esame utilizzato è stato l’ecocardiogramma, un metodo semplice e non invasivo che misura le dimensioni del cuore e la sua funzionalità.

In totale, sono stati esaminate 4.580 persone. Questi soggetti, al momento dello studio, erano esenti da malattia coronarica, insufficienza cardiaca e malattie delle valvole cardiache. I partecipanti sono stati classificati in 3 categorie basate sull’abitudine al fumo: mai fumatore (43,2%), ex-fumatore (50,5%) e fumatore attuale (6,3%).

I non fumatori erano soprattutto donne, bevevano quantità modeste di alcolici e tendevano ad avere livelli di colesterolo nella norma. È stato inoltre stimato il numero di pacchetti di sigarette utilizzati all’anno e il numero di anni di fumo.

Fumo di sigaretta e insufficienza cardiaca: timori e speranze

Rispetto ai mai fumatori, i fumatori attuali hanno mostrato una maggiore dilatazione del ventricolo sinistro del cuore. Questa è la parte più “nobile” del cuore, ossia la camera deputata a pompare il cuore in tutto il corpo. Conseguentemente, nei fumatori attuali è stato rilevato un maggior rischio dell'associazione fumo e insufficienza cardiaca.

Ciò significa che il fumo può causare una ridotta capacità di funzionamento di tutto il cuore. Ovviamente, tale dato è in correlazione con il numero di pacchetti di sigarette consumati all’anno e con il numero di anni di fumo.

Fumo di sigaretta e insufficienza cardiaca: timori e speranze

Al contrario, gli ex-fumatori hanno mostrato caratteristiche ecocardiografiche simili ai mai fumatori. La quantità di sigarette per anno e gli anni di fumo stimati, inclusa l’esposizione passiva al fumo, risultavano comunque associati a un maggiore indice di spessore della massa cardiaca del ventricolo sinistro.

È stato quindi confermato che il fumo porta all’ispessimento del cuore e al peggioramento della funzione cardiaca. Questa condizione comporta un'aumentata rigidità e un ridotto riempimento del cuore.

L'insieme di questi fattori predispone all'insufficienza cardiaca, una condizione potenzialmente fatale che può innescarsi anche senza sintomi evidenti.

Tuttavia, lo studio mostra al tempo stesso, come il cuore possa ottenere importanti benefici dalla sospensione del fumo di sigaretta, anche in età avanzata, se non sono ancora avvenuti eventi cardiaci.

Smettendo di fumare, anche da anziani, si è quindi ancora in tempo per regalare più vita al cuore. Ma bisogna smettere prima che sia troppo tardi!

16 dicembre 2016


Approfondimento Prevenzione

Medico di base - Pneumologo


Articoli correlati

Contenuto Web