I 3 sintomi principali della meningite

I sintomi da riconoscere tempestivamente

sintomi della meningite sono apparentemente comuni a molte altre situazioni, quali quella della sindrome influenzale. Può infatti comparire febbre, cefalea (mal di testa) e rigidità della nuca. Non bisogna quindi allarmarsi se si avverte la concomitanza di tali disturbi, ma semplicemente rivolgersi al proprio medico. Solo il medico può infatti correttamente valutare questa sintomatologia, in relazione alla storia del paziente.

Oltre ai suddetti 3 disturbi caratteristici, in oltre il 75% dei casi si rileva anche uno stato di alterazione mentale, che può variare dalla letargia (una profonda e continua sonnolenza) al coma. Nel 20-40% possono manifestarsi anche crisi epilettiche, all’inizio o durante il decorso della malattia.

Neonati

Nei neonati è solitamente più difficile definire il sospetto di meningite perché alcuni dei sintomi della meningite prima indicati non sono molto evidenti. Deve comunque allarmare la presenza di un pianto continuo, associato a un'insolita irritabilità e sonnolenza, e scarso appetito.

A volte nel bambino molto piccolo si può anche notare un ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le cosiddette "fontanelle").

Neonati

Rigidità della nuca

Tornando ai classici sintomi della meningite, il medico deve valutare con particolare attenzione il sintomo della rigidità della nuca. Questo disturbo non va confuso con una banale cervicalgia, tipica, per esempio dell'artrosi cervicale o di posture scorrette prolungate che mettono in tensione i muscoli del collo.

La rigidità della nuca che può rivelare la meningite è infatti un segno caratteristico dell’irritazione delle meningi (una sorta di guaina che avvolge il cervello e il midollo spinale). In questo caso, il medico riscontra una forte resistenza del collo alla flessione passiva. In pratica, il medico prova a piegare la testa in avanti della persona malata, ma non è possibile, perché i muscoli del collo si irrigidiscono e compare un forte dolore.

Nella visita, il medico può inoltre effettuare due manovre caratteristiche che confermano il sospetto. Si tratta dei cosiddetti segni di Kernig e Brudzinski, indicativi dell’irritazione delle meningi. Il segno di Kernig si provoca con il paziente in posizione supina, la coscia flessa sull’addome e il ginocchio flesso: in presenza di irritazione meningea, i tentativi di distendere passivamente il ginocchio evocano dolore. Il segno di Brudzinski si osserva con il paziente in posizione supina ed è positivo quando la flessione passiva del collo induce una flessione spontanea dell’anca e del ginocchio.

Rigidità della nuca

Quando si sospetta di trovarsi di fronte ai sintomi della meningite, il medico richiede immediatamente gli accertamenti di laboratorio (esame del liquido che si trova tra le meningi) e inizia una terapia antibiotica empirica.


Per affrontare più efficacemente la malattia, la terapia antibiotica si inizia senza attendere il risultato degli esami di laboratorio. Con il risultato di tali esami sarà poi possibile "aggiustare il tiro", scegliendo l'antibiotico più mirato contro l'eventuale germe trovato nel prelievo.

Bibliografia consultata
1. Istituto Superiore di Sanità. Rapporto epidemiologico Influnet. N. 11, 11 gennaio 2017.
2. Ministero della Salute. FAQ Meningite. Ultimo aggiornamento 9 gennaio 2017.
3. Kasper DL, Braunwald E, Fauci AS, et al. Harrison. Principi di Medicina interna, 16^ edizione. McGraw-Hill Ed., 2005.
4. Istituto Superiore di Sanità. Meningite. Cosa c’è da sapere. 10 gennaio 2017.

10 febbraio 2017


Approfondimento Prevenzione

Medico di base - Pneumologo


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