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I costi della BPCO tra le maggiori voci di spesa farmaceutica annua

Il motivo? Malati in crescita e ricoveri sempre più frequenti

Secondo i più recenti dati dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e dell'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OSMED), nel 2015 i costi per la BPCO, ovvero la spesa per farmaci che curano l’apparato respiratorio è stata pari a 1.124 milioni di euro, con una crescita del +1,8% rispetto all’anno precedente.

 

L'aumento della spesa farmaceutica annua è dovuto ai crescenti costi della BPCO

L’incremento è riferibile soprattutto alle fasce d’età cosiddette “estreme”: le più alte prevalenze, infatti, si riscontrano nei bambini al di sotto dei 5 anni (30,6%) e nelle persone di età maggiore di 74 anni (20,1%). Per questi ultimi prevale appunto il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Infatti, analizzando le molecole presenti tra i primi 30 principi attivi a maggiore impatto sulla spesa farmaceutica convenzionata, troviamo broncodilatatori a lunga durata d’azione e corticosteroidi, entrambi per via inalatoria, che sono i farmaci correntemente utilizzati per curare la BPCO (e l’asma).

 

I costi della BPCO “si fanno sentire” per i ripetuti ricoveri ospedalieri e l'alta mortalità

Tuttavia il problema non è la spesa per tali farmaci - per altro inferiore ad altri Paesi europei come Spagna, Belgio e Inghilterra -, bensì i costi della BPCO se non adeguatamente trattata.

La BPCO è, infatti, “appesantita” da alti costi di spese sanitarie per l’aggravamento della patologia stessa (in primo luogo, la necessità di ripetuti ricoveri ospedalieri) e di mortalità, basti pensare che questa malattia è direttamente responsabile del 6% delle cause di morte nel mondo, pari a oltre 3 milioni di persone.

Non solo: la società scientifica Global Initiative for Chronic Lung Disease (GOLD) stima che la BPCO passerà a essere dalla sesta alla terza causa di morte entro il 2020.

 

costi bpco

 

In Italia è la malattia con il maggior numero di casi e di giorni di ricovero ospedaliero

Tornando ai costi “vivi” dei ricoveri ospedalieri va detto che solo negli USA le visite in Pronto soccorso e le cure ospedaliere per la BPCO superano i 10 miliardi dollari all’anno. Anche in Italia sappiamo che la BPCO è la malattia che presenta sia il maggior numero di casi sia il maggior numero di giornate di degenza precedendo sia le neoplasie sia le polmoniti.

 

I costi della BPCO sono anche quelli in termini di qualità della vita

Vi è poi un costo difficile da quantificare ed è quello della qualità di vita. Il malato di BPCO si abitua infatti a respirare male e a vivere peggio, autolimitando tutte quelle attività e relazioni sociali che rendono più piacevole il trascorrere degli anni.

Non è infatti possibile valutare tutta quella quota di costi sociali indirettamente causati dalla malattia (assenza dal lavoro del paziente o dei familiari, riduzione della qualità della vita ecc.) il cui peso potrebbe essere tutt'altro che indifferente.

 

I costi della BPCO se servono a migliorare l'approccio alla malattia vanno sostenuti

Per quanto riguarda la BPCO, non conviene quindi badare a spese almeno per quanto riguarda le terapie adeguate e la promozione di un corretto stile di vita (soprattutto andrebbero evitati il fumo e il sovrappeso).

Anzi, bisognerebbe aumentare l’efficacia della diagnosi precoce e avviare più persone a un trattamento ottimale, visto che solo un malato su 10 riceve una diagnosi corretta e solo uno su 3 attualmente aderesce alla terapia, peraltro, spesso, in modo discontinuo.

 

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Bibliografia: Kasper DL, Braunwald E, Fauci AS, et al. Harrison. Principi di medicina interna. 16^ Edizione. McGraw-Hill Ed., 2005.

Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OSMED). L'uso dei farmaci in Italia. Rapporto nazionale anno 2015.


21 marzo 2017


Approfondimento Salute


Medico di base - Pneumologo

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