I falsi miti sull'influenza

I più comuni falsi miti e i consigli principali

Con la stagione autunnale alle porte, si ripropongono i falsi miti sull'influenza così come i luoghi comuni, che spesso ostacolano una buona prevenzione e una gestione corretta dei giorni di malattia, come sottolinea anche il virologo Fabrizio Pregliasco del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università di Milano e direttore sanitario dell'IRCCS “Galeazzi” di Milano, durante un incontro promosso da Assosalute:

«L’influenza non è una malattia da trascurare - esordisce Pregliasco -. Proprio per questo bisogna sapere che cosa si può e si deve fare per limitarne la diffusione e per evitare di cadere nella spirale delle ricadute, frequenti nelle persone che sottovalutano i sintomi».

Ecco i principali falsi miti sull’influenza.

 

1. Chi si vaccina non si ammala mai

«Il vaccino è specifico per il virus dell’influenza: quindi non può proteggere dai virus parainfluenzali, che iniziano a circolare a fine estate e che danno sintomi simili, ma meno intensi rispetto all’influenza vera. Il vaccino antinfluenzale è fatto per contrastare i virus dell’influenza che, quest’anno, anticiperà la sua comparsa e si preannuncia più aggressiva rispetto agli anni passati; è necessario ripeterlo ogni anno perché ogni anno i virus dell’influenza cambiano» spiega Pregliasco.

«Ricordo che il vaccino è uno scudo indispensabile per tutte le categorie a maggior rischio di ammalarsi (tra cui soggetti oltre i 65 anni, soggetti con malattie croniche, personale sanitario) e per tutti quelli che vogliono “dare una marcia in più” al sistema immunitario.

Da sapere: se tra i vaccinati si verificheranno casi di influenza, la malattia sarà più attenuata e, ciò che più conta, sarà ridotto il rischio di complicanze batteriche».

2. Dopo 3 giorni, il malato non è più contagioso

«Non è vero» afferma Pregliasco. «I virus non smettono di essere contagiosi in tempi prestabiliti e uguali per tutti. Funziona invece la precauzione generale di non esporsi al freddo e allo stress quotidiano, per evitare ricadute, mentre il rischio di contagio diminuisce se tutti si lavano spesso le mani (semplice, no?) e se chi è malato usa i fazzoletti di carta per starnuti e tosse, senza poi sparpagliarli per la casa».

 

3. Gli antibiotici combattono l’influenza

«Tra i falsi miti sull’influenza, è il più difficile da sradicare - conferma Pregliasco -. L’influenza è provocata da virus e gli antibiotici combattono solo i batteri: contro i virus sono inutili». Quando va usato allora un antibiotico nell’influenza? «Gli antibiotici sono riservati ai casi in cui la persona ammalata (più fragile rispetto al sano) sviluppa anche una complicanza respiratoria provocata da batteri - chiarisce Pregliasco -.

Attenzione, però: gli antibiotici non devono mai essere presi senza una visita medica e senza la prescrizione, perché si fa più male che bene. Gli antibiotici sono farmaci potenti, che devono essere usati soltanto a ragion veduta».

15 novembre 2016


Approfondimento Prevenzione

Giornalista professionista


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