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I vari tipi di latte

Le differenze tra i vari tipi di latte in vendita sul mercato

Oggi il latte in vendita non è più uno solo, ma offre una scelta in grado di adattarsi alle diverse esigenze dei consumatori. Conoscere l’evoluzione del prodotto e dei vari tipi di latte in vendita permette di capire perché oggi si dedica così tanta attenzione a questa bevanda, perché la scelta sia così vasta e perché alcuni tipi di latte costano più di altri.

 

Il latte è alimento irrinunciabile: fornisce proteine ad alto valore biologico

Prima di tutto bisogna ricordare che il latte è un alimento irrinunciabile, in quanto apporta proteine ad alto valore biologico (cioè utilizzate più facilmente dall’organismo), minerali, vitamine, zuccheri, grassi e acqua. Le linee guida nutrizionali, infatti, considerano ottimale il consumo di 2 porzioni al giorno di latte e/o yogurt mentre i formaggi, più calorici, andrebbero inseriti nel menu 2 volte alla settimana.

 

 

Tra i vari tipi di latte preferire quelli parzialmente scremati

Parlando dei vari tipi di latte, della qualità e delle differenze dal punto di vista strettamente nutrizionale, va detto che le linee guida consigliano oggi di orientarsi su prodotti parzialmente scremati, perché favoriscono l’assorbimento di vitamine liposolubili, vitamina A e D, e di minerali (calcio prima di tutto), rispetto a quelli del tutto privi di grassi.

 

Dal punto di vista dei trattamenti, ecco le differenze in termini di qualità tra i vari tipi di latte in vendita:

  • Latte crudo

Questo latte non può essere consumato così com’è, ma dopo bollitura casalinga (100 °C) per qualche minuto. In questo modo si eliminano sicuramente i microrganismi pericolosi, ma si perdono le proteine, aggregate nella pellicola sottile che si forma in superficie.
 

 

  • Latte fresco pastorizzato

Tutto il latte che arriva agli stabilimenti dopo la mungitura deve essere pastorizzato: con la pastorizzazione, a 72-80 °C per non più di 20 secondi, si eliminano tutti i microrganismi pericolosi, preservando però quasi intatto il valore nutrizionale. Il latte pastorizzato si mantiene in frigorifero per circa 7 giorni.

 

  • Latte fresco pastorizzato di alta qualità

Questo latte viene da stalle selezionate. Per legge, il latte di alta qualità deve contenere più di 3,2 grammi di proteine ogni 100 ml; proprio per preservare le proteine più sensibili al calore, il trattamento termico è molto delicato, anche se garantisce l’abbattimento dei microrganismi potenzialmente dannosi. La conservazione è sempre in frigorifero, per circa 7 giorni.

 

  • Latte fresco pastorizzato microfiltrato

Questo latte dura 15-18 giorni in frigorifero. Viene prima filtrato attraverso membrane di ceramica a fori microscopici, che trattengono il 99,9% dei microrganismi dannosi, ma lasciano passare tutte le proteine e gli altri nutrienti. Successivamente, con una pastorizzazione delicata, si elimina il residuo di microrganismi dannosi.

 

  • Latte UHT

Nell’elenco dei vari tipi di latte, per qualità e differenze, c’è poi il latte UHT (Ultra High Temperature). In questo caso, la temperatura elevata fino a 137 °C, ma per pochi secondi, permette la conservabilità a temperatura ambiente, fino a tre mesi. Le alte temperature - sempre per pochi secondi -, consentono un buon mantenimento dei nutrienti, con un lieve degrado a carico delle sole vitamine.

 

  • Latte senza lattosio

Non deve mancare, in questo elenco di tipi di latte per qualità e differenze, il latte a minimo contenuto di lattosio. L’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte, è piuttosto diffusa nei Paesi del Sud Europa. In Italia, per esempio, si calcola che sia un problema che colpisce una persona ogni quattro.

Nel latte delattosato il lattosio è scisso nei due zuccheri che lo compongono: galattosio e glucosio, che non danno nessun problema digestivo. Ecco perché il latte delattosato (e i latticini derivati) mette al riparo da tutti i disturbi dell’intolleranza e consente di non perdere i preziosi nutrienti del latte, cosa che, invece, i latti di derivazione vegetale non possono garantire.

 

fai il test

 

Fonti: Conferenze “L’evoluzione tecnologica nella produzione degli alimenti” –  EXPO Milano 2015 presso Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari- Università di Milano – Relazioni di: Luisa Pellegrino, Dip. di Scienze per la Nutr. l’Alimentaz. e l’Ambiente, Univ di Milano e di Ivana Gandolfi, Ricerca e Sviluppo, Area Scientifica, Corporate, Parmalat, Italia

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4 aprile 2016


Alimentazione Approfondimento


Giornalista professionista

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