Il caffè ad alta temperatura mette a rischio tumore l'esofago

La ricerca che chiarisce come e perché il caffè ad alta temperatura mette a rischio l'esofago

L’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità), assolve il caffè, purché non sia bollente. Il caffè a temperatura alta, infatti, mette a rischio l’esofago, aumentando la probabilità di tumore.

Dopo lo studio condotto sotto l’egida dello IARC (International Agency for Research on Cancer) da 23 ricercatori di 10 paesi, che hanno revisionato oltre mille studi scientifici, ecco emergere il vero responsabile del rischio tumore: l’alta temperatura di consumo di alcune bevande. Nell’elenco non compare solo il caffè, quindi, ma anche il tè (o altri infusi), il mate (tipico infuso Sudamericano delle foglie disidratate di Ilex paraguariensis) e, ovviamente, l’acqua.

Lo IARC conferma che il limite di temperatura del caffè e di altre bevande calde, oltre il quale si espone l’esofago al rischio di tumore, è pari a 65°C. Oltre questo valore, il delicatissimo tessuto che tappezza le pareti di quest’organo viene danneggiato e le continue riparazioni del danno favoriscono, nel tempo, la comparsa di cellule anomale.

Lo IARC ha pubblicato l’intera ricerca tra le sua monografie, da cui Lancet Oncology ha tratto un corposo articolo, già reperibile online sul numero del 15 maggio (www.thelancet.com/oncology). Le osservazioni che emergono da questa ricerca sono molte e toccano ben altre caratteristiche della bevanda caffè, a parte il rischio per l’esofago correlato alla temperatura troppo alta di consumo.

Prima di tutto, il caffè non è più considerato dallo IARC un “possibile agente carcinogeno”, correggendo così una valutazione del 1991, basata sulle ricerche antecedenti. La spiegazione è semplice: «Il salto di qualità degli studi condotti dal 1991 a oggi garantisce più certezze e dati più significativi su campioni di popolazione molto più ampi» dichiara Dana Loomis, Deputy Chairman IARC. «Anzi, alcune ricerche mettono in luce le qualità protettive del caffè nei confronti di altri organi, come fegato e l’endometrio».

Nel caso del fegato, le evidenze indicano che ogni tazza di caffè in più al giorno riduce del 15% il rischio di tumore epatico: bastano quindi le classiche tre tazzine quotidiane per ottenere una protezione più che soddisfacente. Per capirci ancora meglio: il caffè a temperatura oltre i 65°C aumenta il rischio per l’esofago, ma bere caffè a temperature inferiori è un’abitudine protettiva per il fegato e per l’endometrio (il tessuto che riveste le pareti dell’utero).

Infatti questa bevanda, una delle più diffuse e amate al mondo, è una fonte nota di acidi clorogenici, vale a dire sostanze polifenoliche che hanno dimostrato di potenziare la capacità antiossidante dell’organismo umano.

Il documento IARC si conclude con una considerazione valida per tutti: è buona norma, prima di sorbire la tazzina, mescolare la bevanda per abbassare la temperatura del caffè. Ma proteggere l’esofago dal rischio tumore richiede altre misure, dall’evitare in consumare alcol in modo scorretto (per quantità e modalità di consumo) e, soprattutto, di fumare: entrambe queste abitudini, infatti, danneggiano la parete dell’esofago molto più rapidamente e gravemente. 

Fonti: http://monographs.iarc.fr

12 gennaio 2017


Alimentazione Approfondimento

Giornalista professionista


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