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Il check-up mentale dai 55 anni

Come difendere le capacità cognitive grazie al check-up mentale e agli esercizi cognitivi

Sì al check-up mentale dai 55 anni. È questa l’indicazione che viene da Assomensana che ha celebrato la IX “Settimana di Prevenzione dell’invecchiamento mentale” , nei 16 centri sul territorio nazionale. Spiega Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo e presidente di Assomensana: «In questa settimana si possono prenotare check-up gratuiti direttamente dal sito. Ma la possibilità di valutare l’efficienza delle capacità cognitive e di impegnarsi in programmi di allenamento mentale personalizzati è disponibile tutto l’anno».

 

Il check-up mentale dai 55 anni serve a valutare le funzioni cognitive da fortificare

«Il check-up mentale dai 55 anni in poi, proposto da Assomensana, non è la ricerca di segni e sintomi di una malattia degenerativa. È invece la valutazione, su basi scientifiche, delle dieci principali funzioni cognitive, per capire quali sono più forti e per individuare i punti deboli su cui lavorare.

 Il risultato dei vari esercizi, elaborato al computer, fornisce un grafico che specialisti specificamente formati (psicologi, neurologi, geriatri) interpretano e spiegano, proponendo un programma di esercizi cognitivi adatti al singolo caso e aggiungendo consigli pratici a supporto».

 

checkup mentale

 

Il programma cognitivo

Chi non può fare capo a uno dei 16 centri di Assomensana sul territorio per seguire il programma cognitivo proposto dopo il check-up può comunque contare sulle risorse del web. «Sul sito www.mentathlon.it ci sono esercizi cognitivi, modulati secondo le varie fasce d’età e progressivamente più impegnativi» propone Iannoccari.

«Gli allenamenti sono proposti da Mensana Jones, un cartoon creato proprio per accompagnare l’utente attraverso un percorso di gioco in 10 città». 

 

checkup mentale

 

L'allenamento mentale va fatto nelle ore giuste: mai prima delle 9 e mai dopo le 19

Gli esercizi di allenamento mentale ottengono risultati soddisfacenti se fatti negli orari più adatti. «Ci sono ore migliori per l’allenamento muscolare, così come ci sono le ore giuste per allenare i neuroni» conferma Iannoccari.

«In generale, mai prima delle 9 e non nell’intervallo pranzo o alla sera. Prima delle 9 il cervello ha bisogno dell’energia della prima colazione e di tempo per carburare; all’intervallo-pranzo, oltre al calo degli zuccheri, c’è la fisiologica riduzione della curva dell’attenzione; dopo le 19 il cervello ha bisogno di riposo. Gli intervalli temporali corretti per allenare la cognitività sono compresi tra le 9 e le 12 e tra le 15 e le 19».

Iannoccari conclude: «L’invecchiamento mentale fa paura a tutti: allora è bene passare dalla preoccupazione, che è fine a se stessa, all’ “occuparsene”: il modo migliore è iniziare quando ha senso farlo, partendo proprio con il check-up mentale dai 55 anni in poi: il cervello è un organo plastico e, anche se dopo i 50 anni non può avere la stessa vivacità dei 25, stimolarne l’efficienza è ancora ampiamente possibile». 

 

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Fonti: www.assomensana.it


2 maggio 2017


Approfondimento Prevenzione


Giornalista professionista

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