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Il consiglio dell'osteopata: attenti alle infradito

Tutti i rischi associati all'uso delle infradito e come può intervenire l'osteopata per ripristinare il movimento fisiologico

Ormai l’estate è arrivata e con essa oltre al cambiamento climatico, vi è un cambiamento anche di abbigliamento. Ma spesso notiamo un erroneo e prolungato uso di ciabatte ad infradito.

Il piede per gli osteopati, così come tante altre parti del corpo, è un complesso architettonico di biomeccanica molto forte ma delicato: è composto da 26 ossa, 33 articolazioni, 114 legamenti, 20 muscoli e 250.000 ghiandole sudoripare.

E’ considerato un vero e proprio organo propriocettore con diverse funzioni, in uno spazio molto limitato:

- funzioni posturali: influenza il resto del corpo umano superiormente in quelli che si definiscono schemi disfunzionali ascendenti, stabilizzando la stazione eretta
- funzione dinamica del passo: attraverso le fasi di appoggio, stacco e oscillazione, esso svolge la propulsione in avanti adattandosi a diverse situazioni, affrontando terreni impervi, come la montagna, o la spiaggia.

Il piede è inoltre un organo in cui sono rappresentati anche punti riflessi di vari organi, come lo stomaco, l’intestino e le varie parti della colonna vertebrale. Si capisce pertanto che laddove esiste un’alterazione di uno dei legamenti, dei muscoli o addirittura delle articolazioni, questo complesso modello architettonico possa andar ad influenzare non solo tutte le parti muscolo-scheletriche fin su al tratto cervicale, ma anche a livello delle viscere, creando un disequilibrio statico e dinamico.

In questo periodo sono frequenti questi cambiamenti posturali e quindi anche l’aggravarsi di tensioni muscoloscheletriche, anche per l’uso errato di scarpe come le ciabatte infradito.

 

uso delle infradito

 

Le infradito possono provocare alterazioni di movimento a :

  • caviglia

non avendo cinturini che fissano la scarpa alla caviglia, questo rappresenta il maggior punto di distorsioni, soprattutto nella zona del malleolo peroneale esterno e distrazione dei legamenti peroneo-astragalici, con formazione di edema

  • calcagno

non avendo altre fasce, si tende a contrarre molto il muscolo del polpaccio per paura di perdere la ciabatta. Questo rappresenta il primo punto e passaggio di “fascite plantare”, con conseguente dolore alla fascia muscolare del piede inoltre il dolore all’arco del piede, non avendo sostegno, per cui il piede rimane naturalmente piatto

  • dolore al muscolo del tibiale 

con conseguente infiammazione al muscolo e al nervo sciatico popliteo esterno, la conseguenza è sforzo eccessivo al 1° metatarso e quindi all’alluce; questo a sua volta comporta lo sforzo delle altre dita che tendono ad arcuarsi.

 

postura uso infradito

 

Come agisce l'osteopata?

Oltre ad avvalersi di una propria valutazione posturale, dall’analisi del passo, ai test specifici dinamici e statici, l’osteopata si avvale della palpazione percettiva anatomica funzionale di tutte le articolazioni del piede e del sistema muscolo-scheletrico, comparandole con l’altro arto. In questo test sente un eventuale movimento rallentato o ridotto, o addirittura assente.

Spesso l’osteopata si avvale anche di esami strumentali, come l’esame “baropodometrico” computerizzato, in cui si invita il soggetto a camminare su una apposita pedana collegata ad un computer attraverso sensori, e si studia l’analisi del passo in tutte le fasi di appoggio e stacco delle varie parti del piede: l’avampiede e il retropiede. A questo si accompagna l’esame computerizzato stabilometrico, in cui si studia l’appoggio del piede nei 3 punti:

- 1° metatarso

- 5° metatarso

- Calcagno

In quello che viene definito “triangolo di appoggio” comparandolo con l’altro piede.

Questo esame potrà essere anche influenzato da rotazioni ed inclinazione del bacino o anche del tratto superiore, come le spalle, gli occhi, attraverso lo sguardo in avanti e la mandibola nelle proprie malocclusioni (cross-byte) dell’articolazione temporo-mandibolare-ATM.

 

postura

 

L'osteopata, con le proprie manovre manuali, muscolari, di mobilizzazione articolare e spinta ad impulso ad alta velocità e bassa ampiezza, ripristina il movimento fisiologico.

Laddove vi è trauma ed edema, l’osteopata agisce con metodica di drenaggio linfatico manuale; inoltre darà esercizi specifici per la mobilità del piede per il ripristino del benessere.

Inoltre, proprio perché l’osteopatia ha una visione olistica nella propria globalità, osserva, palpa e esegue movimenti dinamici passivi ed attivi, per vedere se esistono altre zone in rallentato o alterato movimento, eseguendo test specifici e propri, manovre manuali dirette o indirette alla zona da trattare.

Bisogna sempre ricordare che l’osteopatia non si riduce solo ad una manovra o tecnica, ma è sempre finalizzata ad un ripristino di una funzione corporea, in questo caso al ripristino della funzione del passo e della deambulazione, che rappresenta il gesto più semplice e naturale che il corpo umano deve abituarsi a fare…A volte lo perdiamo!     

L’osteopatia suggerisce quindi di fare un buon uso delle ciabatte infradito e non un super uso, come per tratti lunghi, o in città o in montagna. L’altro consiglio è di camminare scalzi e “ascoltare” con questo meraviglioso organo ogni parte del piede su qualsiasi terreno.

Buona passeggiata a tutti!

 

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25 luglio 2017


Approfondimento Benessere


Sezione Scientifica U.O.I. Osteopata D.O. UOI, Chiropratico D.C, Fisioterapista

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