Questo sito web utilizza cookie di profilazione di terze parti per inviarti promozioni, informazioni e servizi in linea con le tue preferenze e per migliorare la tua esperienza di utilizzo. Se vuoi saperne di più visita la Cookie Policy page. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque elemento sottostante, presente all’interno del sito web, acconsenti all’uso dei cookie.

Il consumo di cereali integrali si associa a riduzione della mortalità

Insorgenza ridotta di malattie cardiovascolari e malattie tumorali

Abituarsi a consumare cereali integrali riduce la mortalità, soprattutto per cause cardio e cerebrovascolari. Lo dimostrano i numeri. Sul Briish J. of Nutrition (2016; doi:10.1017/S0007114516001975)  è stata infatti pubblicata l’analisi dei risultati di ben undici studi, condotti in tutto il mondo. In totale sono state seguite, per 14 anni in media, 816.599 persone, di cui sono state vagliate le abitudini alimentari e registrate l’insorgenza di malattie e le cause di mortalità.

 

Cereali-integrali-mortalità

 

È stata così messa in luce una robusta associazione tra consumo abituale di cereali integrali e ridotta mortalità. In dettaglio, scegliere i cereali integrali ha portato a una riduzione della mortalità per cause cardiovascolari del 26% e per malattie tumorali del 9%. La quantità minima di cereali integrali consumata ogni giorno dai soggetti nei quali si rilevavano effetti positivi era pari a 3 porzioni (pane, pasta, prodotti per la prima colazione e da forno, in cui la farina integrale era presente per più del 50% sul totale della farina).

Nei cereali integrali, ricordano infatti gli autori dello studio, sono mantenute tutte e tre le parti del chicco, vale a dire crusca, germe ed endosperma. Ed è l’insieme delle tre frazioni a garantire che sia praticamente intatto il contenuto di fibre (prevalenti nella crusca), vitamine, minerali e fitochimici dei cereali: elementi che vengono quasi completamente persi durante i normali processi di raffinazione.

 

Cereali-integrali-mortalità

 

Il complesso di queste sostanze fa la differenza. I cereali integrali, consumati tutti i giorni, mantengono efficiente il metabolismo degli zuccheri e quello dei grassi. Non solo: la ricchezza di nutrienti positivi difende le pareti arteriose, che restano più elastiche (l’irrigidimento delle pareti è un fattore di rischio di ipertensione) e che, grazie al controllo sul metabolismo dei grassi (livelli di colesterolo LDL e trigliceridi), vengono meglio protette dalla formazione di placche.

Inoltre, a livello generale, consumare abitualmente cereali integrali contrasta la cosiddetta “infiammazione silente” o “di basso grado”, noto co-fattore di rischio di obesità, diabete, di alcuni tipi di tumore e, soprattutto, di malattie cardio e cerebrovascolari.

Ecco perché il complesso dei dati scaturiti dagli undici studi di popolazione analizzati ha confermato non solo un effetto protettivo nei confronti di queste malattie, ma anche un’associazione evidente tra consumo di cereali integrali e riduzione della mortalità. Tant’è vero che anche la mortalità per tutte le cause si è ridotta. Tra chi consumava con regolarità cereali integrali, rispetto a chi non ne consumava affatto o in quantità insufficienti, la mortalità totale si è ridotta del 19%.

 

fai il test

 

Condividi sui social!


11 luglio 2016


Alimentazione Approfondimento Prevenzione


Giornalista professionista

Articoli correlati

Contenuto Web