Il pesce nella dieta mediterranea

Due volte alla settimana per ridurre i rischi di malattie croniche e mortalità

Non c’è dieta mediterranea se non c’è pesce. Il binomio è inscindibile: i risultati di tutte le ricerche nutrizionali concordano nel mettere in luce quanto il consumo regolare di pesce nella dieta mediterranea, per almeno due volte nell’arco di una settimana, sia in grado di influire positivamente sul rischio sia di malattie croniche sia di mortalità per tutte le cause.

Il pesce nella dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e di tumori

Sono questi i dati ribaditi da Licia Iacoviello del Dipartimento di epidemiologia e prevenzione, IRCCS Istituto neurologico mediterraneo NEUROMED di Pozzilli a Isernia durante NutriMi, appuntamento annuale a Milano con la ricerca nutrizionale italiana e internazionale: «Il pesce nella dieta mediterranea riveste un ruolo centrale – afferma -  «Sappiamo che il consumo di almeno due porzioni alla settimana di pesce/molluschi/crostacei ( e fino a tre), all’interno di una scelta alimentare aderente ai principi della dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, di eventi cardiovascolari fatali (infarto e ictus), ma anche di tumori. Di conseguenza, diminuisce anche la mortalità per tutte le cause».

Il pesce nella dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e di tumori

L'effetto protettivo del pesce nella dieta mediterranea è dato soprattutto dagli Omega 3

I nutrienti protagonisti dell’effetto positivo indotto dal consumo di pesce nella dieta mediterranea sono gli acidi grassi polinsaturi Omega 3, soprattutto EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (docosaesaenoico): «EPA e DHA hanno molte azioni positive» ricorda Iacoviello. «Riequilibrano i livelli di grassi nel sangue, diminuiscono l’aggregazione delle piastrine (fattore che favorisce la formazione di trombi nelle arterie, n.d.r.), stabilizzano il battito con effetto antiaritmico e ultimo, ma non per importanza, riducono lo stato infiammatorio di basso grado, altro elemento che aumenta il rischio di arterosclerosi, diabete e tumori».

L'effetto protettivo del pesce nella dieta mediterranea è dato soprattutto dagli Omega 3

Vitamine e minerali in quantità rendono il pesce nella dieta mediterranea un cibo top

Oltre all'apporto di proteine, il pesce (compresi molluschi e crostacei) è anche un ottimo fornitore di vitamine: A, D, B1, B2, B12 e PP (o niacina), ma non solo. «Con 150 grammi di pesce una persona adulta assume le quantità di iodio e di selenio indicate come fabbisogno quotidiano - continua Iacoviello -. Inoltre frutti di mare e molluschi (soprattutto mitili e ostriche) sono ottimi fornitori di ferro facilmente assorbibile: ne contengono infatti fino a 5-6 mg/100 g. E un altro minerale presente in buone quantità e da non trascurare è il calcio». Un elenco di nutrienti che promuove a pieno titolo il ruolo del pesce nella dieta mediterranea.

Fonti: http://www.nutrimi.it/

18 gennaio 2017


Alimentazione Approfondimento

Giornalista professionista


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