Il sonno modula alcuni fattori di rischio per l'ictus

Ipertensione, diabete mellito, obesità e altri i fattori correlati al sonno

Sono molti i fattori di rischio per l’ictus, tra questi rientra anche il sonno, che modula alcuni fattori alla base dello sviluppo di ictus

L’ictus è una delle cause principali di morte e disabilità in tutto il mondo. Tra i fattori di rischio per l’ictus vi sono l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta, l’obesità, la dislipidemia (anomalia dei lipidi presenti nel sangue, tra cui colesterolo e trigliceridi), precedenti ictus, l’attacco ischemico transitorio, l’età avanzata, il diabete mellito e la fibrillazione atriale. Poiché il sonno modula alcuni fattori di rischio per l’ictus, esso stesso rientra tra le cause dello sviluppo di ictus.

Ma quali sono i fattori di rischio per l’ictus modulati dal sonno? Una recente review li ha elencati.

Ipertensione

L’associazione tra durata del sonno ed ipertensione è stata riscontrata in diversi studi: secondo uno studio del passato, la durata del sonno <7 o >8 ore al giorno causa l’aumento del rischio di sviluppare ipertensione. Secondo un altro studio, dormire 5 ore o meno al giorno aumenta il rischio di ipertensione, in particolare le donne che dormono 5 ore o meno al giorno hanno un rischio più elevato di ipertensione rispetto a quelle che dormono 7 ore al giorno.

Diabete mellito

La qualità e la quantità del sonno possono influire sul rischio di sviluppare diabete. Già nel 1969 Kuhn ed i suoi colleghi hanno evidenziato per la prima volta l’effetto della deprivazione di sonno sul metabolismo, dimostrando che la deprivazione totale di sonno causa un marcato aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Da allora molte ricerche sono state effettuate sulla correlazione tra riduzione di sonno e sviluppo di diabete. Uno studio del 2013 ha, infatti, dimostrato che la durata del sonno <6 ore al giorno è associata ad un aumento del 30% del rischio di sviluppare diabete. Inoltre, non solo la mancanza di sonno è correlata allo sviluppo di diabete, ma anche l’eccessiva durata del sonno è associata ad una maggiore incidenza di diabete e ridotta tolleranza al glucosio.

Obesità

L’associazione tra privazione di sonno ed obesità è nota ormai da tempo, in particolare da quando nel 1986 quasi 60.000 donne furono seguite per 16 anni per valutare proprio la correlazione tra ridotta durata del sonno ed aumento del peso corporeo.

Da questo studio è emerso che le donne che dormono 5 ore o meno al giorno hanno un rischio maggiore del 15% di diventare obese, rispetto alle donne che dormono 7 ore al giorno. Tutto ciò vale anche per gli uomini, infatti, la durata del sonno <6 e >9 ore al giorno è associata ad aumento del peso corporeo anche negli uomini.

L’aumento del peso corporeo è dovuto al fatto che di notte, se non si dorme o si dorme male viene inibita la secrezione di leptina, l’ormone che ci impedisce di mangiare di notte, a favore della secrezione di grelina, un ormone che stimola, invece, l’appetito. Inoltre chi dorme male ha difficoltà durante il giorno a svolgere una qualsiasi attività fisica a causa della stanchezza conseguente ad una notte di deprivazione di sonno per cui anche il dispendio energetico è ridotto.

Dislipidemia

Anche la dislipidemia è un fattore di rischio per l’ictus. In particolare con una durata del sonno >8 ore al giorno e <5 ore al giorno si ha la riduzione del colesterolo HDL sierico, fondamentale per la nostra salute poiché mantiene pulite le arterie permettendo così un normale flusso sanguigno. Inoltre, la mancanza della fase REM, per un periodo di 5 giorni, è associata ad aumento del senso di fame e ad aumento della suscettibilità nei confronti degli alimenti grassi. 

Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco. Anch’essa rientra tra le cause dell’ictus e anch’essa è associata alla durata del sonno. Lo studio Framingham del 1978 ha dimostrato che la fibrillazione atriale cronica in assenza di cardiopatia reumatica è associata ad una possibilità 5 volte maggiore di ictus. La letteratura relativa alla correlazione tra sonno e fibrillazione atriale è limitata, da uno studio del passato è però emerso che una durata del sonno >8 ore al giorno è collegata allo sviluppo di fibrillazione atriale mentre per quanto riguarda la durata del sonno <6 ore al giorno il rischio di fibrillazione atriale è maggiore nei pazienti in cui coesisteno anche le apnee del sonno.

Viste le diverse patologie che il sonno è in grado di modulare se sussistono problemi legati al sonno è bene rivolgersi ad uno specialista per trovare la giusta soluzione al problema.

BIBLIOGRAFIA

Chun Seng Phua, Lata Jayaram  and Tissa Wijeratne. Relationship between Sleep Duration and Risk Factors for Stroke. Front Neurol. 2017; 8: 392.
David A. Calhoun, and Susan M. Harding. Sleep and Hypertension. Chest. 2010 Aug; 138(2): 434–443.

05 dicembre 2017


Approfondimento Disturbi del sonno Salute

Biologo Nutrizionista esperto in problematiche del sonno


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