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Intolleranza al lattosio: che cosa è

Le cause e le origini dell'intolleranza

Intolleranza al lattosio: che cosa è? Questo disturbo è dovuto al deficit dell’enzima lattasi, che scinde lo zucchero del latte in galattosio e glucosio e permette di digerirlo. L’intolleranza al lattosio quindi non è un’allergia alimentare, cioè una reazione immunitaria alle proteine del latte: in questo caso è obbligatoria l’esclusione dell’alimento e dei suoi derivati dall’alimentazione. Ciò che non sempre è opportuno nel caso dell’intolleranza al lattosio.

Il primo dato da conoscere per capire che cosa è l’intolleranza al lattosio, è la sua diffusione, che interessa soltanto la popolazione adulta ed è dovuta a una progressiva riduzione della sintesi di lattasi. Infatti questo enzima è presente nel feto dalla 23^ settimana di gestazione in poi e la sua attività, massima alla nascita, resta tale fino allo svezzamento.

La sua funzione è ovvia, dato che il latte è l’alimento base del neonato. La scissione dello zucchero del latte nei suoi due componenti, galattosio e glucosio, è indispensabile: il galattosio contribuisce allo sviluppo delle strutture del sistema nervoso, mentre il glucosio è la fonte principale di energia.

 

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Dallo svezzamento in poi, la presenza di lattasi si riduce progressivamente, con la  comparsa di intolleranza al lattosio. Ma non in tutti gli individui e in tutte le popolazioni il deficit di lattasi raggiunge lo stesso livello e, di conseguenza, è altrettanto diffusa l’intolleranza al lattosio.

Nell’Europa del Nord (Svezia, Danimarca, Irlanda, UK) il deficit enzimatico affligge soltanto 10-20 persone su 100. La percentuale aumenta scendendo verso il Sudeuropa. Ma lo stesso andamento è rilevabile nei singoli paesi. Nell’Italia del Nord, per esempio, deficit enzimatico e parallela intolleranza al lattosio colpiscono il 50% della popolazione (in media), mentre al Sud si raggiunge in media il 70%.

La spiegazione è semplice: nelle popolazioni del Nordeuropa latte e derivati sono una costante dell’alimentazione a tutte le età, mentre altrove il consumo abituale di latte, yogurt e formaggi cala nel tempo.

È la dimostrazione che un’assunzione costante di latte e latticini fa sì che la sintesi della lattasi venga continuamente stimolata e che il deficit finisca per riguardare soltanto una minima quota di popolazione.

 

I sintomi dell'intolleranza al lattosio

I sintomi tipici sono gastrointestinali:

  • nausea
  • distensione addominale
  • borborigmi
  • meteorismo
  • nei casi più ribelli diarrea.

Va detto però che nessun caso è uguale all’altro: significa che il tipo e la gravità dei sintomi variano da persona a persona.

Tagliare drasticamente latte e latticini non è mai opportuno, perché significherebbe privare l’organismo di ben altri nutrienti, primi tra tutti proteine e calcio.

Non solo: è stato dimostrato che, nella maggioranza dei casi di intolleranza al lattosio, l’organismo resta comunque in grado di metabolizzarne la quantità presente in 250 ml di latte (una tazza).

Ma, soprattutto, oggi si può fare affidamento sui latti delattosati, in cui la quota di lattosio è ridotta ai minimi termini (in etichetta: 0,1 o anche 0,01%), mentre nello yogurt e nei formaggi stagionati la quota di lattosio è fortemente ridotta dalla fermentazione.

 

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Fonti: EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA) – EFSA Journal 2010; 8(9): 1777/ Swallow DM – Genetics of lactase persistence and lactose intolerance – Ann. Rev. Genet. 2003; 37: 197-199/ Nicklas TA et al. – Am. J. Clin. Nutr 2011; 94 (1): 191-198

 

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8 febbraio 2016


Alimentazione Approfondimento Salute


Giornalista professionista

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