L'alimentazione per la prevenzione dell'obesità nell'infanzia

Il ruolo dei genitori e l'importanza dell'allattamento

L’alimentazione per la prevenzione dell’obesità nell’infanzia inizia dalla vita prenatale, tanto più se è presente familiarità, cioè se un parente di primo grado è obeso. Fare in modo che la crescita del bambino abbia fin dalla nascita un buon rapporto tra altezza e peso è la premessa indispensabile per ridurre al minimo il rischio di sovrappeso e obesità in età adulta.

Silvia Scaglioni della Fondazione De Marchi, Dipartimento di Pediatria dell'IRCCS Policlinico di Milano, ripercorre, durante NutriMi, confronto annuale tra esperti di nutrizione italiani e internazionali, le raccomandazioni nutrizionali di tre periodi critici: il periodo prenatale, i primi due anni di vita, l’adolescenza.

Il primo passo di un'alimentazione per la prevenzione dell’obesità è l'allattamento al seno

«Durante i nove mesi della gravidanza si decide molto della crescita del figlio che verrà - ricorda Scaglioni -. Le ricerche dimostrano che il diabete della gravidanza, o uno stato di malnutrizione, o l’eccesso ponderale della futura mamma si associano, nei figli, ad un aumento del rischio di obesità». Come per altre malattie, l’allattamento materno è la prima misura da adottare in un’alimentazione per la prevenzione dell’obesità: «Il rischio di obesità in età adulta si riduce in modo significativo nei bambini allattati al seno per almeno quattro mesi» sottolinea Scaglioni.

Nell'alimentazione per la prevenzione dell’obesità nel bambino ai genitori spetta un ruolo fondamentale di guida

Dallo svezzamento in poi, sono sempre i genitori a indirizzare le scelte alimentari: «È questo il momento in cui è necessario coniugare equilibrio nutrizionale e stimolo al gusto, perché il bambino impari naturalmente non solo a fare propria nel tempo la varietà delle scelte, ma anche l’equilibrio nell’introito alimentare - precisa Scaglioni -.

Aumentare il gradimento per alcuni cibi è possibile, con pazienza. Il metodo migliore è ripetere l’offerta dell’alimento meno gradito in un contesto sociale gradevole, in modo che la serenità del pasto non si focalizzi sull’accettazione o meno del cibo stesso.

Inoltre, è noto che, a qualunque età, bambini e ragazzi mangiano più facilmente un alimento se hanno di fronte l’esempio dei genitori». Questa sarebbe quindi la strada da percorrere.

Nell'alimentazione per la prevenzione dell’obesità nel bambino ai genitori spetta un ruolo fondamentale di guida

Nell’alimentazione per la prevenzione dell’obesità no al cibo come ricompensa

Nell’alimentazione per la prevenzione dell’obesità è importantissimo, inoltre, evitare che il cibo assuma un ruolo di gratificazione e ricompensa. Un comportamento da mettere in pratica fin dai primi mesi:

«La madre dovrebbe essere aiutata a distinguere il pianto del proprio figlio, riconoscendo il pianto da fame e limitando quindi le poppate alle vere necessità nutrizionali del piccolo» spiega Scaglioni.

L'alimentazione per la prevenzione dell’obesità parte dalla giusta attenzione famigliare al rispetto dei 5 pasti e all'importanza della colazione

Nell’infanzia e, ancor più, nell’adolescenza, l’alimentazione per la prevenzione dell’obesità si basa, inoltre, su una corretta offerta di cibo all'interno del contesto famigliare.

Da ricordare sempre che la prima regola è quella della ripartizione delle calorie nei cinque pasti indicati dalle linee guida, con una speciale attenzione alla prima colazione, completa di frutta, latte/yogurt, cereali o un prodotto da forno.

Lo snack di metà mattina e la merenda pomeridiana devono essere scelte in modo da controllare lo stimolo della fame, ma limitando grassi e zuccheri.
Per completare la giornata alimentare mancano pranzo e cena, da comporre in modo equilibrato, per garantire l’assunzione quotidiana di tutti gli alimenti fondamentali.

Fonti: http://www.nutrimi.it/

07 settembre 2016


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Giornalista professionista


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