L'alimentazione per la prevenzione delle allergie del bambino

Dall'allattamento al corretto svezzamento, tutte le indicazioni

L’alimentazione per la prevenzione delle allergie nei bambini è un elemento indispensabile in presenza di familiarità (un fratello o un genitore allergici) e inizia subito dopo la nascita.

Le principali linee di comportamento alimentare da seguire per ridurre il rischio di allergia in un bambino che ha un parente di primo grado che già ne soffre sono state ribadite anche a NutriMi, appuntamento annuale a Milano tra clinici esperti di nutrizione da Enza D’Auria della Clinica pediatrica dell'ospedale San Paolo di Milano.

L’alimentazione per la prevenzione delle allergie nel bambino inizia con il latte materno

«L’alimento che, in assoluto, rappresenta un caposaldo della prevenzione primaria delle allergie è il latte materno - esordisce D’Auria -. Sappiamo che il latte materno contiene sostanze ad attività immunomodulante, tra cui il TGF-alfa e le IgA. Proprio queste sostanze, insieme ad altre componenti del latte materno, condizionano lo sviluppo del microbiota (flora batterica) intestinale in modo da creare un ambiente più tollerogenico in vista dei primi contatti con gli allergeni».

«Per le madri che non possono allattare (in tutto o in parte) - precisa D’Auria - la scelta deve orientarsi, con il consiglio del pediatra, verso i latto formulati idrolizzati in modo più o meno parziale». L’allattamento materno dovrebbe essere prolungato per non meno di sei mesi, periodo nel quale è opportuno anche iniziare l’introduzione degli alimenti solidi, con lo svezzamento».

L’alimentazione per la prevenzione delle allergie nel bambino inizia con il latte materno

Per una corretta alimentazione per la prevenzione delle allergie è meglio introdurre presto cibi potenzialmente allergenici

Nel quadro complessivo della migliore alimentazione per la prevenzione delle allergie, il momento dello svezzamento è cruciale. Al proposito, D’Auria premette: «La manifestazione allergica è un fenomeno complesso, in cui è necessario l’intervento di più fattori. Ecco perché il solo contatto con gli allergeni di per sé non porta ad allergia». Da questa premessa deriva il concetto, dimostrato dalla ricerca che «è inutile ritardare l’introduzione, con lo svezzamento, degli alimenti potenzialmente allergenici (latte vaccino, uova, pesce, arachidi, grano, sesamo)».

Nei lattanti con dermatite atopica proporre tra il 4° e il 6° mese uova e pesce riduce il rischio d'allergia

«Emerge invece il contrario - precisa D’Auria -. Nei lattanti che soffrono di dermatite atopica, quindi a massimo rischio di allergia, l’introduzione di uova e pesce tra il quarto e il sesto mese (e comunque non oltre i 12 mesi) riduce lo sviluppo di allergia a questi alimenti negli anni successivi». Non solo: sempre nei lattanti ad alto rischio, è recentissima la dimostrazione che introdurre precocemente le arachidi riduce fino all’80% la comparsa di allergia specifica a 5 anni; un effetto protettivo che si mantiene nel tempo.

L'alimentazione per la prevenzione delle allergie: come introdurre subito cibi allergenici

Dalle ricerche sull’alimentazione per la prevenzione delle allergie emerge un dato altrettanto inatteso, che riguarda lo svezzamento dei bambini a basso rischio: «Nei lattanti senza familiarità per allergia, ritardare l’introduzione delle uova dopo i 12 mesi aumenta il rischio di soffrire di dermatite atopica negli anni successivi».

Il consiglio, quindi, è unico per tutti i lattanti, con o senza familiarità per allergia: «Gli alimenti solidi dovrebbero essere introdotti tra il quarto e il sesto mese - afferma D’Auria - senza evitare quelli a maggior potere allergenico». 

23 marzo 2017


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Giornalista professionista


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