L’ossigeno è vita ed è anche una terapia

L’ossigenoterapia è vitale per molti pazienti, altrettanto importante è conoscere come si accede a questo tipo di terapia.

L’ossigeno è un gas vitale: in particolare è il “carburante” di cui il nostro organismo non può fare a meno. Anche una sua carenza modesta, come può accadere nella BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) comporta una sofferenza di tutti i tessuti, con danni che – in caso di carenza protratta – possono divenire addirittura irreversibili. Per fortuna però l’ossigeno può anche essere somministrato, in tal caso è da considerare a tutti gli effetti un medicinale, si parla allora di “ossigenoterapia”.

Come si accede all’ossigenoterapia?

La prescrizione dell’ossigenoterapia al bisogno può essere effettuata anche dal medico di medicina generale. Si tratta in tal caso di bombole di ossigeno gassoso, relativamente piccole (a seconda dei volumi di ossigeno contenuti) che possono essere reperite direttamente in farmacia, tramite una normale ricetta medica. Nel caso invece di un’ossigenoterapia continuativa, ovvero domiciliare, c’è bisogno di una prescrizione specialistica, da parte del medico pneumologo. La prescrizione dovrà essere autorizzata, a seconda delle disposizioni vigenti nelle diverse Regioni, dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale) di appartenenza. L’ossigeno viene quindi fornito tramite la farmacia o la ASL.

In questo caso, trattandosi di una terapia prolungata – anche a vita – c’è bisogno di grandi quantità d’ossigeno e si usa quindi ossigeno liquido (non gassoso, che abbiamo citato prima) oppure un concentratore elettrico. L’ossigeno liquido viene fornito in una grossa bombola di acciaio inox chiamato “contenitore criogenico”. Su richiesta del medico prescrittore, la persona ammalata può essere inoltre dotata di un contenitore più piccolo (stroller), che viene caricato di volta in volta direttamente dal contenitore di base. Ha una autonomia limitata (poche ore), ma è portatile e può essere utile per effettuare spostamenti senza rischiare di andare in deficit di ossigeno.
Il concentratore d’ossigeno viene usato abbastanza raramente: è un apparecchio elettrico in grado di estrarre l’ossigeno necessario al paziente a partire dall’aria dell’ambiente.

Come si accede all’ossigenoterapia?

Come si usa?

Nel corso della prima installazione, il personale specializzato controllerà la funzionalità del sistema ed insegnerà alla persona il corretto uso dell’apparecchiatura e come prendersi cura di essa. Vengono inoltre verificate e raccomandate le condizioni di sicurezza. L’ossigeno è infiammabile, quindi dovranno essere seguite particolari precauzioni di sicurezza. In particolare, le bombole d’ossigeno non devono esposte a fonti di calore o addirittura a fuochi nelle vicinanze. Qualunque sia la fonte d’ossigeno, il sistema è provvisto di un umidificatore e di tubi di raccordo (per assicurare correttamente il flusso d'ossigeno prescritto dal medico, non devono essere mai più lunghi di due metri) che terminano con un sondino nasale o una maschera o una cannula.

03 agosto 2016


Approfondimento Salute

Medico di base - Pneumologo


Articoli correlati

Contenuto Web