L'ottimismo allunga la vita, soprattutto alle donne

La ricerca dimostra il calo del rischio di mortalità totale, cioè per tutte le cause, nel sesso femminile

Grazie all'ottimismo si allunga la vita, almeno nel sesso femminile. Non è la prima volta che il ruolo di un atteggiamento positivo verso gli eventi dell’esistenza viene studiato per capire se e quanto misurabili possano essere le ricadute positive nei confronti della salute cardiovascolare e del rischio di tumori.

La ricerca parla chiaro

In questo caso, però, la ricerca è andata oltre, grazie ai dati del primo Nurses’ Health Study (NHS in sigla), iniziato nel 1976 negli Stati Uniti con il coinvolgimento di 121.700 infermiere professionali (negli Stati Uniti la laurea infermieristica ha una storia molto più consolidata rispetto alla nostra) che, all’epoca, avevano un’età compresa tra 30 e 55 anni.

La ricerca parla chiaro

L’NHS è proseguito con monitoraggi periodici. Nel 2004, tra i molti parametri di salute, la ricerca ha iniziato a valutare anche il fattore “ottimismo”, grazie a un questionario mirato, ripetuto nel tempo, con l’assegnazione di un punteggio compreso tra zero e 24 (da nessun ottimismo a massimo ottimismo).

L’atteggiamento più o meno positivo verso la vita è quindi entrato nelle valutazioni complessive di salute, insieme allo stile alimentare (compreso il consumo di alcol), al grado di sedentarietà, all’abitudine al fumo e al check-up annuale.

I risultati ottenuti

Dopo otto anni di follow-up, i ricercatori hanno tirato le somme. Prima di tutto, hanno sottolineato la forte associazione tra atteggiamento ottimistico e stile di vita complessivamente più corretto che, in pratica, si è tradotto nel tempo in migliori condizioni di salute: minore incidenza di diabete di tipo 2, di ipertensione, di ipercolesterolemia e, infine, di depressione.

Ma il nocciolo della ricerca, che ha dimostrato come sia valida l’equazione più ottimismo, più vita, con il calo della mortalità totale, è emerso approfondendo i risultati: tra il gruppo delle più ottimiste e quello delle meno ottimiste il calo del rischio di mortalità per tutte le cause appariva addirittura calato del 30%.

Analizzando invece i dati causa per causa, è emerso che il rischio oncologico era ridotto del 16% nelle più ottimiste rispetto a quelle che mostrano meno positività; il calo del rischio è risultato ben più consistente (quasi il 40% in meno) per la mortalità cardio e cerebrovascolare. Altrettanto favorevole l’associazione tra maggiore ottimismo e migliore protezione da rischio di mortalità respiratoria e ancora più consistente (quasi dimezzata) se si considera il rischio da infezioni.

I risultati ottenuti

La scienza spiega, almeno in parte, questi sorprendenti (e confortanti) risultati che correlano più ottimismo a più vita, con il calo della mortalità totale. I ricercatori infatti ricordano le dimostrazioni già emerse in precedenti studi: infatti sono noti i dati di associazione tra ottimismo e, tra i molti fattori positivi, difese immunitarie più pronte e forti, livelli inferiori di marcatori dell’infiammazione generalizzata di basso grado, alti livelli di antiossidanti e migliore profilo lipidemico.

Bibliografia:- Kim ES,. Hagan KA, Grodstein F et al.- Optimism and Cause-Specific Mortality: A Prospective Cohort Study - Am J of Epid. 2016; 7 Dec

03 febbraio 2017


Approfondimento Benessere

Giornalista professionista


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