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La degenerazione maculare legata all'età si può battere

Una macchia nera nel campo visivo. E' la degenerazione maculare legata all'età: si può battere se ci pensiamo in tempo

Prima causa di cecità dopo i cinquant'anni: molte persone sono alle prese con questa patologia. Ma si può prevenire (se ci pensiamo prima...) ed entro certi limiti anche curare o almeno migliorare la qualità visiva compromessa: che cosa offre la medicina?

 

Proteggere la macula

La degenerazione maculare legata all'età (Dmle) compromette fortemente la vista a causa del danneggiamento di una piccolissima area (circa 2 mm) della retina: la macula. «Per preservarla – ci spiega Lucio Buratto, direttore a Milano del Centro Ambrosiano Oftalmico – dobbiamo seguire alcuni consigli. Più attività fisica, abolire il fumo di sigaretta, proteggersi dagli ultravioletti (e in particolare dalla luce blu). Fondamentale l'alimentazione che deve essere ricca di sostanze protettive».

 

Un esame cambia le carte in tavola

L'oftalmologia invita a sottoporsi ad una visita oculistica a partire dai 50-55 anni e poi periodicamente ogni 3-4 anni. « Grazie all’esame Oct (Tomografia ottica computerizzata)  – continua lo specialista – riusciamo a vedere con notevole precisione in che condizione si trovano i vari strati della retina. Cogliamo la presenza di una predisposizione alla Dmle e dei primi segni di malattia, ovvero i drusen soft (accumuli di lipofuscina). Chiediamo anche se ci sono stati casi in famiglia di degenerazione maculare legata all'età o prescriviamo test ematici. Va anche detto che il riscontro di casi nei consanguinei non significa che siamo destinati ad ammalarci. Semplicemente, vuol dire che si è più a rischio».

 

La forma secca

La degenerazione maculare legata all'età si presenta in due forme: secca e umida. Per la prima non esistono cure: bisogna agire il più presto possibile. «Si usano nuovi laser che stimolano le aree periferiche della retina con un effetto ringiovanente ma si procede anche con l'integrazione alimentare. In particolare carotenoidi come luteina, zeaxantina e astaxantina ma anche vitamine e polifenoli. Peraltro, questi principi attivi si trovano in alcuni alimenti».

 

Quali cibi privilegiare?

La luteina si concentra in buone quantità nel tuorlo d’uovo, mais, kiwi, zucca e spinaci. La zeaxantina, più rara, è presente nei peperoni verdi e arancioni (non in quelli gialli e rossi) ed è molto presente nella bacca rossa Lycium barbarum, conosciuta come bacca di Goji.

«Tutte le bacche di vario colore e i vegetali colorati dovrebbero essere tenuti in considerazione: non solo integratori. Questi cibi possono essere introdotti nella dieta a qualsiasi età», continua Lucio Buratto. In gran parte si tratta di alimenti vegetali ma l'astaxantina, che appare particolarmente efficace, è il pigmento rosso dei crostacei e del salmone. Anche gli omega-3 sono consigliati. Fonti principali: pesci grassi, noci e alcuni oli (lino, canapa, vinacciolo, ecc.).

 

degenerazione maculare

 

Forma umida: c'è una cura

Per la forma umida, più frequente, valgono le raccomandazioni preventive della forma secca ma, in questo caso, esiste anche un'opzione di cura: i cosiddetti farmaci anti-Vegf (fattore di crescita dell'endotelio vascolare). «Nei pazienti con degenerazione maculare legata all'età in forma umida si effettuano iniezioni vitreali con aghi sottilissimi, in un ambulatorio sterile. Il paziente sente poco o nulla», riferisce l'oftalmologo.

«All'inizio 4-6 iniezioni all'anno, poi con l'Oct verifichiamo se la cura funziona e decidiamo la frequenza delle successive iniezioni (1- 2 all'anno od ogni 2 anni), oppure modifichiamo la terapia. Il problema è che, nella sanità pubblica, le liste di attesa sono molto lunghe. Solo in Lombardia si fanno 30 mila iniezioni all'anno». 

 

La "macchia nera" si può ridurre

«Per certi pazienti è necessario intervenire con un atto chirurgico, laddove si verifichino trazioni vitreo-maculari e formazioni di membrane davanti alla retina. La diagnostica è fondamentale e l'Oct ha drasticamente migliorato le opzioni di cura. Quella macchia nera al centro del campo visivo si può almeno ridurre. Intendiamoci, non si guarisce ma si torna a vedere meglio».

In più, a parte i dispositivi ingrandenti, spesso utilizzati dalle persone colpite dalla degenerazione maculare legata all'età, ci si avvale della somministrazione di stimoli visivi, anche attraverso appositi laser, nelle parti decentrate della retina. Occorre sviluppare la visione periferica, portare il paziente ad usare le aree retiniche non colpite dalla malattia. «In tutti i casi – conclude Buratto – prima si interviene, meglio è per il paziente». Questo in attesa dello sviluppo delle retine artificiali, che potrebbero risolvere molte situazioni ma attualmente non disponibili nella pratica oftalmologica.

 

visita oculistica

Bibliografia: - Lucio Buratto, Centro Ambrosiano Oftalmico: www.camospa.it - www.buratto.com; - Lucio Buratto et al. Occhio e ricette per la vista, FGE Editore


28 luglio 2017


Approfondimento Prevenzione


Giornalista professionista

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