La disfagia peggiora lo stato nutrizionale delle persone anziane

Gli integratori nutrizionali destinati alle persone disfagiche devono essere adatti alla situazione clinica dei soggetti

La disfagia orofaringea rappresenta un fattore predisponente la malnutrizione nelle persone anziane. Quando entrambe le condizioni sono presenti, la speranza di vita si riduce drasticamente (65% di decessi a un anno).

Malgrado le raccomandazioni e le linee guida di diverse società quali ESPEN o ESSD, queste patologie sono ancora sottostimate e la loro diagnosi risulta ancora difficile.

Lo studio

Un team di ricercatori spagnoli ha svolto uno studio in cui sono stati analizzati i parametri nutrizionali ed antropometrici di 95 pazienti anziani affetti da disfagia orofaringea cronica (malattia neurodegenerativa o post-ictus) e li hanno comparati con quelli di 23 soggetti anziani affetti da disfagia orofaringea insorta in acuzia (ricovero per polmonite acuta).

Disfagia cronica: un peggioramento dello stato di nutrizione a causa dell’aumento dei residui buccali di cibo

Tra i pazienti con una disfagia derivante da una patologia cronica, il 17,4% risulta denutrito (MNA®<17) mentre il 33,7% a rischio di denutrizione (MNA®<23.5), con la sarcopenia che è presente nel 16,7% di questi soggetti.

Comparando i risultati con quelli di un campione di pazienti senza disfagia e senza alcuna malattia, i soggetti con patologia cronica presentano massa muscolare e massa grassa più ridotte, BMI più basso, minori livelli ematici di albumina e colesterolo, metabolismo basale ridotto ed una maggiore incidenza della disidratazione e della debolezza muscolare.

I pazienti che presentano un MNA® inferiore a 23,5 sono generalmente più anziani (età media prossima agli 80 anni), di genere femminile (61,7%) e con una prevalenza elevata di ictus (51,6%).

E’ inoltre interessante osservare come più del 61% di questi soggetti necessiti di un addensamento dei liquidi per una deglutizione sicura: l’aumento della viscosità aumenta però anche la quantità di residui orali.

Disfagia cronica: un peggioramento dello stato di nutrizione a causa dell’aumento dei residui buccali di cibo

Disfagia acuta: l’infiammazione aggrava la malnutrizione e la presenza di residui

Nei soggetti con disfagia in acuzia (come una polmonite), la situazione nutrizionale risulta più preoccupante: se i pazienti malnutriti rappresentano solo il 13%, quelli a rischio di denutrizione sono il 69,5% (contro il 33,7% della condizione cronica), con la sarcopenia che è presente nel 29,4% dei soggetti.

Questi presentano una diminuzione severa delle proteine viscerali e della massa muscolare, con la contemporanea presenza di una reazione infiammatoria grave e di uno stato di disidratazione.

I soggetti con un MNA minore a 23,5 sono coloro con il quadro clinico peggiore, il quale ha un notevole impatto sulle capacità deglutitorie, aumentando i residui orali in modo ancora più evidente rispetto ai soggetti con una patologia cronica.

Attraverso questo studio si può quindi osservare come la prevalenza di sarcopenia e di malnutrizione (conclamata o a rischio) sia molto elevata nei pazienti con disfagia, sia essa derivante da patologie croniche o acute.

Nei pazienti con una patologia cronica, inoltre, l’alterazione dello stato nutrizionale è aggravata dalla disfagia a causa dell’aumento dei residui buccali, anche in caso di utilizzo degli addensanti.


Per i ricercatori è quindi necessario sviluppare dei prodotti che siano contemporaneamente adatti alle due situazioni (integratori iperproteici con una consistenza adatta ai pazienti disfagici). 

Fonti: Nutritional status of older patients with oropharyngeal dysphagia in a chronic versus an acute clinical situation. Carrión S, Roca M, Costa A, Arreola V, Ortega O, Palomera E, Serra-Prat M, Cabré M, Clavé P. Clin Nutr. 2016 Jul 26. pii: S0261-5614(16)30175- Articolo tradotto da Alberto Bozzolan - Nutrisens

27 febbraio 2017


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