La meditazione mindfulness

Elaborata in ambito buddhista, la meditazione mindfulness è ora indicata come pratica di contrasto allo stress e all’ansia.

Tante cose da fare, tanti automatismi e sempre oltre il momento presente. Timori, preoccupazioni di ogni tipo e la mente che vaga in uno stato di confusione. Non vediamo più che cosa stia davvero accadendo nelle nostre vite, attimo dopo attimo. Può sembrare ormai una cosa normale, ma non lo è affatto e le conseguenze possono essere deleterie, come conferma la scienza moderna, con centinaia di studi in merito.

La meditazione mindfulness parte dall'attenzione al presente

È partendo da questa semplice osservazione che si possono dettare i termini della meditazione mindfulness.

È il nucleo della pratica buddhista Vipassana, della versione giapponese (zen), dello yoga e di altre discipline tradizionali. Ma noi la conosciamo con il termine meditazione mindfulness o della consapevolezza.

La meditazione mindfulness parte dall’idea che, se riusciamo a porre attenzione al momento presente - anche a semplici attività percettive delle funzioni corporali (come il respiro o il sentire una parte del corpo) -, si ottiene uno stato mentale che, in origine, era visto come un'opportunità di liberazione secondo la lezione del Buddha, Siddharta Gautama. Ne ha parlato in più occasioni anche l'attuale Dalai Lama.

La meditazione mindfulness è tra le pratiche mente-corpo più usate

L’antica meditazione mindfulness viene riletta in Occidente, negli anni Settanta del secolo scorso, quando il biologo molecolare statunitense Jon Kabat-Zinn, pone l'accento sull'osservazione “non giudicante”. Da quel momento, la tecnica diventa e resta al centro di varie scuole psicoterapeutiche, della psicosomatica e di continue esplorazioni mediche. Di fatto, la meditazione mindfulness è oggi una delle pratiche mente-corpo più esplorate dalla ricerca e più riportate per i benefici riguardanti la salute e il benessere.

I benefici della meditazione mindfulness: dal controllo del dolore cronico a un miglior funzionamento cerebrale

Dal punto di vista medico si riportano benefici sul controllo del dolore cronico, sui disturbi depressivi e su tante altre condizioni patologiche in cui questa pratica potrebbe essere associata ai trattamenti convenzionali.

La meditazione mindfulness è stata inizialmente definita da Kabat-Zinn come una pratica di riduzione dello stress e dell'ansia (MBSR, Mindfulness Based Stress Reduction). Negli anni sono emersi importanti riscontri anche a livello della scienza di base come sulla regolazione cellulare mentre le neuroscienze approfondiscono gli effetti sul funzionamento cerebrale. Attualmente, in tutto il mondo, la meditazione mindfulness è materia d’insegnamento in numerosi corsi, anche a livello universitario.

I benefici della meditazione mindfulness: dal controllo del dolore cronico a un miglior funzionamento cerebrale

La meditazione mindfulness si basa sulla percezione emotiva di ciò che ci accade

Ma, in pratica, in che cosa consiste la meditazione mindfulness? «Consapevolezza – diceva Kabat-Zinn - è cercare di osservare e accettare le tue sensazioni e i tuoi stati emotivi, momento per momento». In sostanza, si tratta di concentrarsi sul respiro, sulle percezioni che proviamo quando camminiamo, quando poggiamo le mani su un oggetto, quando troviamo uno spazio tutto per noi per sentire anche solo il battito del cuore o le sensazioni che provengono da una parte del corpo. Cose che accadono continuamente e che sono alla base della nostra vita, ma che non riusciamo più a percepire, sempre impegnati a cavalcare i nostri pensieri ed emettere giudizi su di noi e sugli altri.

La meditazione mindfulness presuppone un atteggiamento “non giudicante”

L’aspetto “non giudicante” è di fondamentale importanza e oggi rappresenta forse l’impresa più difficile, da imparare sotto la guida di un buon istruttore, mettendoci impegno. «È stupefacente quanto sia liberatorio l’essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono “te stesso” o “la realtà”», diceva Kabat-Zinn. «Il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che spesso creano e genera un maggior senso di chiarezza e di padronanza sulla tua vita».

Come dicono anche alcuni insegnanti yoga, esperti nella meditazione, i pensieri sono uccelli che si posano sull’albero della coscienza: lasciamo che si posino e se ne vadano, senza attaccamento. Un modo per centrare l’obiettivo è, appunto, la meditazione mindfulness.

04 maggio 2016


Approfondimento Benessere

Giornalista professionista


Articoli correlati

Contenuto Web