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La prevenzione in vacanza: consigli in spiaggia

Dal calore alle meduse, i consigli per l'estate in spiaggia

La prevenzione in spiaggia è fatta di consigli semplici per evitare i problemi più comuni. Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura, Policlinico di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, sottolinea che cosa è opportuno fare per proteggere i bambini sulle spiagge e in montagna:

«Ci vuole soltanto buon senso per evitare i colpi di calore e i colpi di sole, pericolosi soprattutto nei bambini, che hanno superficie e massa corporea ridotte» dice Esposito.

«Al mare, ma anche in montagna, l’esposizione dei bambini al calore e al sole dev’essere limitata alle ore meno calde (primo mattino e seconda parte del pomeriggio) e sempre schermata da cappellino, occhiali, crema solare adeguata, con lunghe soste per giochi e lettura sotto l’ombrellone».

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Ma anche gli adulti devono seguire i buoni consigli di prevenzione in spiaggia: sono obbligatori ombrellone, docce e bagni (mai dopo aver mangiato) per combattere l’eccessivo calore.

Anche in montagna, cappellino, occhiali e crema solare adeguata. Per tutti, idratazione abbondante e continua, proporzionata al calore esterno e alla perdita di liquidi col sudore se si gioca o si fa attività fisica.

I segnali da tenere d’occhio sono mal di testa, senso di spossatezza, irritabilità, nausea. Bisogna intervenire prima che compaiano febbre e disorientamento, portando la persona in un luogo fresco (non freddo), facendola distendere e idratandola a piccoli sorsi con acqua non fredda.

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Ancora consigli da spiaggia, dove ci sono ancora due rischi per chi ama nuotare, o giocare e passeggiare sula battigia: le meduse (molto presenti sulle coste adriatiche) e le punture da tracine, pesciolini nascosti sotto la sabbia, che reagiscono inoculando nel piede di chi inavvertitamente li calpesta una tossina velenosa.

In questo caso, i consigli di prevenzione da spiaggia suggeriscono di indossare scarpette di gomma per giocare o passeggiare sulla battigia e di osservare con attenzione l’acqua attorno prima di immergersi.

Susanna Esposito spiega però che cosa va fatto e che cosa non di deve fare dopo essere stati punti: «Dopo la puntura di medusa, disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato, proteggendo poi l’area con un gel a base di cloruro di alluminio.

La puntura di tracina è molto dolorosa e persistente e la parte punta di solito si arrossa e si gonfia. In questo caso è il calore a lenire il dolore: quindi la sabbia calda e poi tamponi di acqua il più possibile calda».

Che cosa non fare? «Non lavare con acqua dolce, fredda o ghiaccio; non usare ammoniaca, limone, aceto, o alcol; non strofinare, grattare, utilizzare pinzette per rimuovere eventuali frammenti di tentacoli, perchè si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate».

 

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Fonti: www.waidid.org www.susannaesposito.it


25 luglio 2016


Approfondimento Prevenzione


Giornalista professionista

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