La prevenzione in vacanza per evitare gastroenteriti e infezioni

Pochi semplici consigli per prevenire spiacevoli inconvenienti

Pochi giorni di riposo da non rovinare. Ecco perché è opportuno conoscere e seguire i pochi e semplici consigli di prevenzione in vacanza, per evitare la spiacevole compagnia di gastroenteriti e infezioni alimentari.

Le precauzioni maggiori, questo si sa, vanno seguite da chi viaggia in Africa e in Asia, ma anche in America centrale e in America Latina (e in Medio Oriente, che in questi anni però non è più una meta di vacanza): le prime misure preventive gastrointestinali sono la vaccinazione anti-epatite A (l’epatite di origine alimentare), che protegge per tutta la vita e la vaccinazione antitifica per via orale (che protegge per 3 anni).

Ma ci sono molte altre regole di solo buon senso da seguire, per la prevenzione in vacanza delle gastroenteriti. «In viaggio, soprattutto se con bambini, è indispensabile consumare cibi ben cotti al momento e non lasciati esposti a temperatura ambiente» ricorda Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità del Policlinico di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici.

«L’acqua e le bibite vanno scelte solo in bottiglia, senza mai aggiungere ghiaccio, di cui non si conosce la provenienza. La frutta va sbucciata al momento dopo essere stata lavata con acqua e amuchina e la verdura non deve essere consumata cruda. Molta attenzione a mitili e molluschi, che non possono essere consumati crudi».

Ancora, Esposito ricorda di «controllare sempre la pulizia di tovaglioli, bicchieri, posate, stoviglie, a meno che non siano stati acquistati dal viaggiatore come monouso di carta e plastica. In ogni caso, meglio non condividerli.

Infine, la prevenzione in vacanza delle gastroenteriti e delle malattie infettive in genere, passa attraverso una scrupolosa e ripetuta pulizia delle mani, lavante accuratamente e spesso, oppure disinfettate con un prodotto pronto uso a base di clorexidina».

Ma, nonostante tutte queste precauzioni di prevenzione delle gastroenteriti in vacanza ci si può imbattere in ospiti “scomodi”: «In prima fila ci sono le Salmonelle non tifoidee (che il vaccino non può combattere), che possono infestare uova e pollame poco cotti.

Lo Staphylococcus aureus è invece l’agente tipico delle intossicazioni alimentari: dà sintomi a 24-48 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, raramente accompagnati da febbre» precisa Esposito. «Comuni a tutte le tossinfezioni alimentari sono vomito, diarrea, crampi addominali.

Perciò è indispensabile prima di tutto reintegrare con cura i liquidi che si perdono con diarrea e vomito: la scelta vada a bevande tiepide e a basso contenuto di zuccheri.

I succhi di frutta confezionati, per esempio, sono troppo zuccherini e “alimenterebbero” i fenomeni diarroici. È opportuno non smettere di alimentarsi, anche se in modo leggero, in molti pasti frazionati nella giornata (almeno 6) e molto frugali».

Fonti: www.waidid.org e www.susannaesposito.it

27 luglio 2016


Approfondimento Prevenzione

Giornalista professionista


Articoli correlati

Contenuto Web