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La prevenzione in valigia: l’automedicazione responsabile

Le regole per una corretta automedicazione

Prevenzione in valigia: l’automedicazione, cioè l’uso dei farmaci senza obbligo di ricetta, deve essere fatta in modo responsabile, per prevenire un uso scorretto ed evitare problemi più gravi. Lo ricorda Assosalute, che raggruppa le aziende operative nel settore dei farmaci OTC (dall’inglese “over the counter”): sono tutti i prodotti acquistabili in farmacia, parafarmacia o Grande Distribuzione (purché con la presenza di un farmacista in un settore dedicato) senza la necessità della ricetta medica e sono identificati dalla Croce Rossa che sorride.

Prevenzione-valigia-automedicazione

I farmaci per automedicazione sono destinati alla prevenzione (come nel caso del “mal d’auto, treno, nave” o cinetosi), o alla risoluzione, di disturbi lievi o passeggeri, ben noti a chi ne soffre (tosse, raffreddore, eritema, contusioni, piccole ferite) e per i quali si può contare anche sul consiglio del farmacista. La prevenzione in valigia è fatta quindi soprattutto di un’automedicazione responsabile, che si basa su pochi consigli di buon senso, come ricorda appunto Assosalute.

 

- In valigia l’automedicazione è destinata a prodotti che riescono a risolvere i sintomi in pochi (3-5) giorni. Oltre questo termine è obbligatorio consultare il medico.
- Prima di mettere in valigia un farmaco per automedicazione, è indispensabile chiedere consiglio al proprio medico di famiglia, per non interferire involontariamente con altre terapie concomitanti, o per essere certi di non incorrere in allergie o reazioni avverse (per esempio, la fotosensibilizzazione, reazione cutanea da esposizione al sole durante l’uso di un farmaco).
- Attenzione ancora maggiore va dedicata alla prevenzione in valigia, per le donne nei nove mesi di gravidanza, durante l’allattamento, nelle persone anziane e nei bambini: mai fidarsi del passaparola, ma chiedere prima il consiglio del medico di fiducia, o almeno del farmacista che dispensa il prodotto.
- I farmaci, anche quelli da automedicazione, devono essere conservati alle temperature e nelle condizioni suggerite dal foglietto illustrativo ed essere gettati (negli apposti contenitori in farmacia e parafarmacia) dopo la data di scadenza.
- La prevenzione in valigia dev’essere soprattutto attenta a tenere qualunque farmaco, anche per automedicazione, ben lontano dalla portata dei bambini.

 

Prevenzione-valigia-automedicazione

Ma quali sono i più comuni farmaci da portare con sé per l’automedicazione?

- La prevenzione in valigia parte dai prodotti per combattere la cinetosi. Assosalute ricorda gli antistaminici e gli anticolinergici come il dimenidrinato e la scopolamina: indicati in tutte le forme di cinetosi, sia come prevenzione, sia anche per il trattamento degli episodi acuti (per esempio in traghetto o in barca a vela).
- Anche sotto l’ombrellone ci si può scottare, o sviluppare un fastidioso eritema: per alleviare il prurito sono utili le pomate a base di antistaminici (difenidramina, isotipedile, prometazina, dimetindene, desclorfeniramina, tonzilamina). Non è un OTC, ma rientra nei prodotti antiscottatura, la crema a base di acido ialuronico ed estratto di avena. Precauzioni? Per l’uso di antistaminici attenzione alla fotosensibilizzazione, per l’uso della crema o gel all’avena non si deve essere allergici alle proteine di questo cereale.
- Ferite non profonde ed escoriazioni vanno lavate sotto acqua corrente e disinfettate con cura, con antisettici e disinfettanti per uso cutaneo non alcolici, a base di cloramina, clorexidina, iodio, iodopovidone, oppure con acqua ossigenata o mercurocromo. Poi si applica una protezione sterile.

 

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- Ematomi da gioco o caduta? Un po’ di ghiaccio allevia il dolore nell’immediato, seguito da un lieve massaggio con prodotti a base di eparinoidi e sostanze capillaroprottetrici (centella, eparan solfato, escina, oxerutina, sulfopoliglicano, irudina, eparina sodica), che velocizzano lo smaltimento del sangue fuoriuscito dai capillari e la guarigione dell’ematoma stesso.
- Se si mette un piede in fallo e la distorsione della caviglia (pur dolorosa) non è importante, dopo il consueto ghiaccio (ci sono le confezioni pronto uso) si può ricorrere a pomate o gel (che si assorbono più in fretta), o cerotti a base di antinfiammatori non steroidei (diclofenac, naprossene, ibuprofene). Una fasciatura non troppo stretta e l’assenza di carico sull’arto accorceranno i tempi di risoluzione dell’inconveniente.

 

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Fonti: http://assosalute.federchimica.it/homepage-anifa/press-area/comunicati.aspx

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20 luglio 2016


Approfondimento Prevenzione


Giornalista professionista

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