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Sei mosse per un allenamento a misura di memoria. «L’efficacia della prevenzione per la memoria in sei esercizi è dimostrata» afferma Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, presidente di Assomensana (www.assomensana.it), in occasione della IX edizione della SPIM, settimana di Prevenzione dell’invecchiamento mentale che si è svolta dal 19 al 26 settembre con consulenze gratuite in 16 centri in Italia.

Questi sei esercizi, molto semplici, sono in grado di stimolare nuove connessioni tra i neuroni. E si sa che la moltiplicazione dei canali di dialogo tra cellule nervose le mantiene attive, agili e in salute».

In dettaglio, la prevenzione per la memoria in sei esercizi prevede di:

Diventare social dopo i 65 anni. «Internet e i social media, per gli over 65, sono un’opportunità» dichiara Iannoccari. «Diventare cybernonni, imparando a inviare mail, a navigare in Internet, a scrivere un post su Facebook, persino a twittare (proprio grazie al limite dei 140 caratteri) è il versante virtuoso dei social, uno stimolo divertente, un’avventura positiva per la mente».

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Andare a caccia di parole. «La prevenzione per la memoria passa dagli stimoli più semplici, andando anche a cercare parole nel nostro magazzino mentale: per due giorni scrivete su un quaderno tutte le parole che conoscete con la A, il giorno dopo con la B e così via, senza stress. Concludete l’esercizio in 10 minuti. L’allenamento è progressivo: successivamente, per esempio, si possono scegliere parole che iniziano con una certa sillaba e finiscono con una determinata vocale e così via».

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Sviluppare il gioco del 3. «Scegliete una notizia positiva e piacevole e ripetetela a 3 persone differenti» suggerisce Iannoccari. «La ripetizione favorisce l’arricchimento del racconto con nuovi particolari e la sua memorizzazione».

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Giocare a scacchi e dintorni. Scacchi, carte, sudoku: a ognuno il suo. «Gli scacchi sono in assoluto l’attività da preferire. Giocare a carte è un buon esercizio, ma è indispensabile cambiare gioco» avverte Iannoccari. E sull’enigmistica precisa: «È un discorso a sé: le parole crociate sono un buon esercizio, ma richiedono una certa preparazione culturale. La prevenzione per la memoria, invece, deve poter essere alla portata di tutti».

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Sovvertire le regole. «Ci mettiamo sempre la crema con la mano destra? Per un po’ insegniamo alla sinistra a stenderla sul viso. Facciamo sempre la stessa strada? Cambiamo percorso. Cambiamo le regole, spezziamo la routine dei gesti. Il cervello dovrà venirci dietro, apprendere le nuove abitudini e memorizzarle» afferma Iannoccari.

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Promuovere notti utili alla memoria . «Ecco l’ultimo esercizio di prevenzione per la memoria: la sera, prima di prendere sonno, ripassare le cose fatte, le persone viste, anche nel dettaglio. È così che si ricostruisce la memoria a breve termine che, durante la notte, si consolida e si posiziona nella casella della memoria a lungo termine».

 

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17 ottobre 2016


Consigli Prevenzione


Giornalista professionista

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