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La respirazione: non solo una questione del corpo

Quando il respiro corto è associato a stati di ansia e angoscia? Come comportarsi?

Che cos'è la respirazione

La respirazione è un processo che permette di immettere ossigeno nel corpo e contemporaneamente di eliminare anidride carbonica. E' uno scambio di gas tra il sangue e i tessuti.

Il ruolo vitale di questo processo è chiaro e comprensibile semplicemente trattenendo il respiro. In poco tempo il corpo 'reclama' aria e necessita di buttare all'esterno i gas.

La respirazione è un processo di cui non ci si rende conto se non nei momenti in cui è alterata, disturbata da raffreddori, allergie o altre patologie più rilevanti.

 

Il respiro e le emozioni

Quindi la respirazione è un processo strutturale e vitale per la persona. In quanto strutturale, ossia che caratterizza e costituisce l'essere umano,si può definire un processo del corpo che riguarda l'intera persona nel suo essere unità mente-corpo.

E' evidente tutto ciò anche nell'uso delle parole respiro, fiato e altri sinonimi o derivati. Ad esse si attinge spesso nelle narrazioni, soprattutto per descrivere degli stati emotivi 'così bella che mi manca il respiro', 'mi si è fermato il fiato quando l'ho visto cadere'...

Nella narrazione, capacità evoluta dell'essere umano, è come se fossero rappresentati degli stati corporei attraverso le parole che riescono a veicolare delle sensazioni corporee associate a emozioni.

 

In quale situazioni il respiro 'segnala' un'attivazione emotiva

La respirazione può modificarsi per diverse ragioni, diventare difficoltosa per motivi di carattere patologico, quindi legati ad una causa organica, oppure un'alterazione evidente si può verificare anche negli stati d'ansia.

 

respiro e ansia

 

Che cos'è l'ansia?

L'ansia è una condizione psichica prevalentemente consapevole, caratterizzata da sensazione di paura accompagnata da sensazione fisiche dove il respiro diventa più faticoso, 'corto'.

L'ansia è uno stato psico-fisico utile alle persone poiché in situazioni di pericolo 'reale' essa muove l'individuo verso la difesa e la propria protezione. Ci sono molte occasioni nella vita quotidiana in cui proviamo ciò: per esempio in auto se ci accorgiamo che un'altra vettura si affianca alla nostra sempre di più sterziamo o rallentiamo facendola passare per evitare lo scontro.

In altre occasioni l'ansia perde questa sua funzione perché l'attivazione emotiva (sensazione di paura e pericolo) è così elevata che, in un certo senso, paralizza la possibilità di mettere in atto una difesa. L'emozione diventa in altri termini travolgente, mantenendo attivi i sintomi fisici e la sensazione di paura.

Finchè vi è consapevolezza del proprio stato, si può parlare ancora di ansia. Nel momento in cui la consapevolezza di ciò che ha portato l'attivazione di quello stato psichico e fisico non è più presente ci si sposta nell'area di una condizione psico-fisica definita angoscia.

 

Cos'è l'angoscia?

L'angoscia si distingue dall'ansia per il fatto di essere meno specifica o legata ad un oggetto che la genera. E' una condizione più interna, maggiormente pervasiva, che coinvolge l'intera persona con effetti più evidenti sul funzionamento della persona nel mondo.

L'angoscia è il sintomo di problematiche più profonde legate ad un senso di identità stabile, all'immagine di sé.

In generale i disturbi di angoscia riamandano a problematiche relative alle prime fasi della vita, in cui l'ambiente sembra essere stato inadeguato a fornire le condizioni necessarie allo sviluppo di un'identià coesa, stabile e che ha offerto un contenimento e una possibilità di elaborazione delle angosce.

 

Cosa fare del 'fiato corto' e della 'mancanza di respiro''?

Si può concludere che 'il fiato corto', 'la mancanza di respiro' in una visione psicosomatica, di unità mente-corpo, sono segnali importanti da riconoscere, di cui cogliere il collegamento con ciò che lo ha generato.

Quindi accanto alle tecniche e alle modalità di gestione del sintomo (tecniche di respirazione) è importante una sintonizzazione con il sintomo e cogliere il significato psichico dello stesso, nell'ottica di un percorso di maggior consapevolezza di sé.

A secondo dell'intensità dell'ansia e di quanto compromette la qualità della vita è possibile scegliere il tipo di intervento: dall'autoaiuto, alla figura dello psicoterapeuta.

 

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Fonti: Donald W. Winnicott “Sviluppo affettivo e ambiente”, Armando Ed, Roma, 1970

Donald W. Winnicott “Dalla pediatria alla psicoanalisi”, Martinelli Ed, Firenze, 1975

Donald W. Winnicott “Sulla natura umana”, Cortina Ed, Milano, 1989


15 giugno 2017


Approfondimento Psicologia


Psicologa e psicoterapeuta, Responsabile Sportello Psicologico Spazio Agorà per Acli Milanesi

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