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La vitamina D protegge dalle infezioni respiratorie a tutte le età

Le evidenze della ricerca sull'effetto preventivo della vitamina D contro le infezioni respiratorie, sopratutto nei soggetti carenti

Non ci sono soltanto le vitamina A,C ed E a proteggere naso, gola, bronchi e polmoni. Anche la supplementazione di vitamina D contro le infezioni respiratorie acute dimostra un effetto preventivo robusto, evidente a tutte le età, in entrambi i sessi e indispensabile soprattutto nei soggetti in cui i livelli della vitamina sono particolarmente carenti. La dimostrazione emerge dalla revisione di tutti gli studi di provata qualità condotti fino al dicembre 2015.

La maggiore valenza protettiva della vitamina D contro le infezioni respiratorie, secondo le 25 ricerche esaminate, per un totale 10.933 soggetti da 0 a 95 anni, emerge per le persone con carenze più consistenti (livelli di Vit.D  nel sangue <25 nmol/L) e per chi assumeva vitamina D quotidianamente, o settimanalmente, ma non per le somministrazioni di vitamina D a dosaggi maggiori (30mila UI e oltre), a intervalli mensili o più. 

 

La ricerca

I ricercatori sono giunti a queste conclusioni considerando lo stato vitaminico di base dei 10.933 soggetti coinvolti, l’età, la massa corporea, la presenza o meno di patologie respiratorie diverse dalle infezioni acute (cioè asma, o broncopneumopatia cronica), la protezione esercitata da un’eventuale vaccinazione antinfluenzale.

A questi dati hanno associato il tipo di supplementazione con vitamina D impiegato: quotidiano, settimanale, o in bolo (dosaggi elevati a intervalli mensili o più).

 

vitamina d infezioni respiratorie

 

I risultati dimostrati

In questo modo è stato possibile dimostrare che l’efficacia preventiva della supplementazione di vitamina D nei confronti delle infezioni respiratorie acute, sia del tratto superiore (come rinosinusiti, faringiti, tracheiti), sia del tratto inferiore (come bronchiti e polmoniti), è associata a una regolare assunzione di supplementi di vitamina D, somministrata quotidianamente o una volte/settimana, ma non per dosi superiori a intervalli prolungati (in bolo).

La riduzione del rischio di soffrire di un’infezione respiratoria acuta raggiunge il 48% in tutti i soggetti (indipendentemente da età, sesso, peso, altre malattie respiratorie, vaccinazione antinfluenzale) che, di base, risultavano fortemente carenti di vitamina D, mentre era dell’11% circa (e non significativa) nelle persone con livelli basali adeguati di vitamina D (oltre i 25 nmol/L). Ma attenzione: anche nelle persone fortemente carenti, la protezione esercitata dalla vitamina D si limita alla supplementazione giornaliera o settimanale ed esclude quella in bolo. 

«I risultati sono chiari e soddisfacenti» commentano gli Autori «e sottolineano l’opportunità di controllare lo stato vitaminico D della popolazione, in tutte le fasce d’età e in entrambi i sessi, non soltanto tra i bambini, gli anziani, o nelle donne in gravidanza e allattamento.

Infatti, la carenza di vitamina D compromette la salute respiratoria da zero a 95 anni. Un’adeguata supplementazione, con dosaggi adatti, somministrati ogni giorno o a cadenza settimanale, ripiana i deficit e abbatte in modo deciso il rischio di infezioni acute del tratto respiratorio, sia superiore, sia inferiore».

 

leggi altri articoli

Bibliografia:Martineau AR, Jolliffe DA, Hooper RL et al. - Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory tract infections: systematic review and meta-analysis of individual participparticipant data - BMJ 2017;356:i6583 doi:10.1136/bmj.i6583


23 maggio 2017


Approfondimento Prevenzione Salute


Giornalista professionista

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