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Lo studio che conferma il rapporto tra fede e longevità

Uno studio conferma il rapporto tra fede e longevità: meno malattie cardiovascolari e tumori

È stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Internal Medicine il risultato di uno studio imponente, sia per numerosità della popolazione studiata sia per durata, che ha valutato una possibile relazione tra fede e longevità e, nello specifico tra religiosità e incidenza delle malattie, inclusa la mortalità.
Sono state coinvolte 74.534 donne del Nurses' Health Study, valutate per ben 16 anni. 14.158 di queste donne hanno riferito di andare in chiesa più di una volta a settimana, 30.410 una volta a settimana, 12.103 meno di una volta a settimana e 17.872 di non andarci mai. Dal 1992 al giugno 2012 è stato chiesto loro di rispondere a un questionario relativo alla presenza di malattie cardiovascolari e tumori; il questionario è stato compilato all’inizio dello studio e per tutti i successivi controlli.

 

fede e longevità

Riduzione del 33% di mortalità nelle donne più pie spiega il nesso fede e longevità

Al termine dello studio, sul totale delle donne partecipanti, sono stati riportati 13.537 decessi, di cui 2.721 per malattie cardiovascolari e 4.479 per tumori.
Dalla conseguente analisi statistica è stato evidenziato che nel gruppo di donne che si recavano con frequenza alle funzioni religiose per più di una volta alla settimana è stata associata a una riduzione del 33% di mortalità per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per tumori, rispetto al gruppo delle donne che non andavano mai in chiesa. Ciò a conferma che esiste indubbiamente un nesso tra fede e longevità.
Inoltre, le donne più assidue nel frequentare le funzioni religiose presentavano anche una minore sintomatologia depressiva ed erano più spesso sposate e non fumatrici: tutti fattori potenzialmente “protettivi” per la salute generale.

 

Le statistiche confermano il nesso tra fede e longevità: minor mortalità per tutte le cause

I risultati di questo studio sono stati sostenuti da una robusta analisi di “sensibilità statistica”. Gli autori della ricerca hanno concluso che la presenza frequente alle funzioni religiose è associata a un rischio significativamente più basso per mortalità per tutte le cause, e per malattie cardiovascolari e tumori. Un'ulteriore prova dello stretto rapporto esistente tra fede e longevità.

 

fede e longevità

Attenti alle generalizzazioni: le partecipanti avevano una buona condizione di partenza

Tuttavia, questi risultati - come ammesso dagli stessi autori - non possono essere generalizzati, anche perché le donne coinvolte nello studio avevano, per la maggior parte, buone condizioni economiche e lavoravano come infermiere. Potevano dunque contare su un bagaglio di conoscenze tali e su una serenità economica che predisponevano a uno stile di vita salutare.
A ogni modo, favorire la spiritualità dei pazienti che già hanno una fede religiosa, sembra che, in alcuni casi, possa rappresentare una buona risorsa “terapeutica”, spesso sottovalutata da parte dei medici.

 

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21 luglio 2016


Approfondimento Prevenzione Salute


Medico di base - Pneumologo

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