Musica e attività fisica a massima intensità

La musica nell’attività fisica a massima intensità migliora l’accettazione dell’esercizio e facilita l'allenamento

Musica e attività fisica fanno coppia da sempre. Ora uno studio, pubblicato da poco sul Journal of Sport Science, ci dice di più: la musica migliora la percezione della fatica e, quindi, rende più piacevoli anche gli esercizi più faticosi. Sotto la lente ci sono questa volta i cosiddetti “sprint interval training” o SIT, vale a dire quelle brevissime (tra 10 e 30 secondi) sessioni di massimo sforzo (corsa, bicicletta, spinning, nuoto) intervallate da diversi minuti di attività moderata. Un esempio: 10 minuti di esercizi semplici in cui, a intervalli regolari, si inseriscono 20 secondi di sprint. 

Per capire quanto musica e attività fisica andassero a tutto vantaggio della performance individuale e dell’adesione ai programmi di allenamento, i ricercatori hanno coinvolto giovani uomini e donne che si erano mai cimentati con sessioni di SIT.

Il gruppo ha accettato di sottoporsi a due sessioni di SIT, una con sottofondo musicale e una priva di musica. Lo scopo era capire se la musica fosse in grado di modificare positivamente la percezione della fatica e di sollecitare una nuova adesione al programma di SIT.

In effetti, lo studio ha dimostrato che le sessioni di SIT accompagnate da sottofondo musicale rendevano l’esperienza più gradevole per tutti rispetto alla SIT senza musica, ma non modificavano l’atteggiamento individuale (positivo o negativo) di fronte all’offerta di un programma SIT ripetuto.

Probabilmente, chi non aveva intenzione di aderire al modello SIT ignorava i risultati di un altro studio, pubblicato su PLOS One, in cui l’attività fisica intensa della SIT (con o senza musica) si è rivelata vincente quanto 50 minuti di esercizi di moderata intensità. 

Questa ricerca ha valutato alcuni indicatori di salute cardiometabolica (tra cui la sensibilità all’insulina e la VO2 max, cioè il massimo consumo di ossigeno per unità di tempo, che indica la capacità di resistenza cardiorespiratoria) in giovani (25-30 anni) sedentari. Divisi in due gruppi, hanno seguito 3 sessioni settimanali di SIT (20 secondi x 3 di spinning all’iterno di 10 minuti di esercizi moderati), oppure 3 sessioni per settimana di attività moderata della durata di 50 minuti. 

Al termine delle 12 settimane, i ricercatori hanno dimostrato che i risultati ottenuti erano simili nei due gruppi. In entrambi la VO2 max era aumentata in media del 19%, il miglioramento della sensibilità all’insulina era sovrapponibile ed era aumentato anche il numero di mitocondri (le centraline cellulari che producono energia e quindi “bruciano” calorie) nelle cellule muscoloscheletriche. 

Le conclusioni di questi due studi sono quindi molto incoraggianti perché dimostrano che:

  • la musica e l’attività fisica dovrebbero essere sempre associate: l’una rende più piacevole e accettabile l’altra, soprattutto se si affronta un esercizio di notevole intensità, come le sessioni di SIT  (sprint interval training)
  • anche se si parte da una condizione di sedentarietà, seguire un programma di attività fisica intensa come le sessioni di SIT (meglio se accompagnato dalla musica), permette di ottenere in fretta risultati positivi, in termini di salute cardiometabolica, quanto un programma di esercizi moderati, ma che obbligano a dedicare un tempo maggiore e spesso non disponibile.

Bibliografia:

Stork MJ, Martin Ginis KA - Listening to music during sprint interval exercise: The impact on exercise attitudes and intentions - J Sports Sci. 2016 Oct 15:1-7. [Epub ahead of print]
Gillen JB, Martin BJ, MacInnis MJ - Twelve Weeks of Sprint Interval Training Improves Indices of Cardiometabolic Health Similar to Traditional Endurance Training despite a Five-Fold Lower Exercise Volume and Time Commitment - PLOS One 2016 April 26; http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0154075

04 dicembre 2017


Approfondimento Fitness

Giornalista professionista


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