Natale: le 5 regole per evitare disturbi gastrointestinali

Come difendersi con semplici consigli di prevenzione e automedicazione dai disturbi post Natale

Natale e disturbi gastrointestinali vanno spesso di pari passo: il sovraccarico alimentare delle festività, se non viene tenuto sotto controllo da una buona dose di volontà, è quasi sempre foriero di cattiva digestione, bruciore, nausea, pesantezza, gonfiore. I consigli di buon senso sono essenzialmente cinque:

  1. Quantità

Moderare le quantità: meglio una porzione ben calibrata per ciascuna portata, che un piatto debordante. Soddisfare gli occhi e anticipare il gusto del cibo deve tenere conto anche delle capacità digestive del nostro stomaco.

 

  1. Dolci

Dolci e dolcetti: meglio a fine pasto. Da un lato sarà più facile ridurre le porzioni, dall’altro i dolci a fine pasto si mescolano agli altri cibi e l’impatto degli zuccheri sulla glicemia è meno pesante.

  1. Alcolici

Alcol sì, ma con moderazione e sempre in accompagnamento col cibo: la regola dovrebbe valere soprattutto durante le abbuffate di questi giorni di festa. L’alcol, si sa, può essere un complemento positivo dell’alimentazione a seconda di quello che si beve, ma soltanto a dosi moderate. Distillati e superalcolici vanno centellinati, mai bevuti in un colpo solo e limitati al dopopasto, mai lontano dai pasti.

 

  1. Sale

Sale: le pietanze di Natale sono già molto ricche e saporite di per sé. L’aggiunta di sale non aggiunge nulla al sapore, ma è sicuramente più dannosa per la salute, perché si somma al quasi inevitabile eccesso calorico

 

  1. No stress

Senza dubbio, approfittare delle giornate di ferie (poche o tante che siano) per non impigrirsi è un’ottima risorsa, da metter in campo al più presto per soccorrere un metabolismo sovraccaricato di stress. Evitate il digiuno forzato, che sottopone il metabolismo a indesiderati effetti altalena.

Se proprio si cade vittime del binomio Natale-disturbi gastrointestinali, si può ricorrere per il breve periodo delle abbuffate ai farmaci da automedicazione, che non necessitano di ricetta medica:

-  Pesantezza di stomaco, con rallentamento della digestione e nausea: soccorrono i procinetici che promuovono lo svuotamento gastrico. Se la pesantezza è accompagnata da acidità, ci si può affidare agli antiacidi. Una buona risorsa sono anche i preparati a base di enzimi digestivi.


- Quando prevalgono bruciore, acidità e reflusso la risorsa sono gli antiacidi ( a partire dai più semplici, come il bicarbonato), gli anti-H2 e gli inibitori della pompa protonica, che inibiscono la secrezione acida dello stomaco e la risalita verso l’esofago dei succhi gastrici.


-Gonfiore, aerofagia e meteorismo: ci si affida agli adsorbenti intestinali, in grado di assorbire i gas prodotti da una digestione faticosa.


- Stitichezza e diarrea: la brusca alterazione delle abitudini alimentari può aggravare una stitichezza persistente, o dar luogo a diarrea. I rimedi dell’automedicazione sono, nel primo caso, i lassativi, tra cui si può scegliere quello più adatto alle proprie esigenze: lubrificanti, osmotici (che aumentano la massa fecale rendendola più soffice e facilmente eliminabile), stimolanti o di contatto, che stimolano i movimenti intestinali (peristalsi) favorendo lo svuotamento.

In caso di diarrea, invece, oltre a garantire un’adeguata idratazione (che compensi le perdite delle scariche), è opportuno ricorrere ad antidiarroci a base di lieviti (come il Saccharomyces boulardii) o lattobacilli (probiotici), che aiutano a ripristinare le colonie batteriche buone del microbiota intestinale; infine la loperamide, antidiarroico che “spegne” i movimenti intestinali in eccesso.

Fonti: www.semplicementesalute.it

22 dicembre 2016


Approfondimento Prevenzione

Giornalista professionista


Articoli correlati

Contenuto Web