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Parliamone Insieme: come rispondere alle richieste dei bambini

Capire perché i bambini ci chiedono le cose e in che modo rispondere può fare la differenza

Domanda: "Ora che mio figlio sta crescendo e ha cominciato la scuola primaria mi trovo più spesso di fronte a richieste da parte sua e alla necessità di dover dire 'no'.  A volte non è semplice neppure per noi genitori, riuscire a dire no, rispettando le regole fissate da noi stessi, ci capita che presi per 'sfinimento' diciamo di si anche quando non vorremo che facesse una certa cosa. Siamo quindi combattuti a volte ci sentiamo impotenti e incapaci di essere genitori."

 

Perché i bambini ci chiedono le cose?

Si può cominciare da una cosiderazione che può sembrare scontata, ma non lo è: fin dalla nascita il bambino ha un suo temperamento e, più in generale, delle proprie caratteristiche che emergono, si incontrano e scontrano con le risposte dell'ambiente (genitori e altre figure importanti di rferimento). In questo processo relazionale-emotivo si costituisce l'immagine di sé del bambino, in altre parole la sua personalità.

Questo processo, che si svolge nel corso del  tempo, si manifesta anche con le richieste che il bambino porta ai suoi genitori: sono domande che esprimono i suoi desideri, i suoi bisogni e quindi in altre parole sè stessi, sono i primi tentativi di imporsi nel mondo, di affermarsi nel proprio esistere, di essere riconosciuti.

Per questa ragione le domande, spinte dai desideri, sono accompagnate da emozioni di diverso segno 'scaricate' al genitore insieme alla richiesta oggettiva.

 

come rispondere ai bambini

 

Come rispondere alle domande?

Se le domande inistenti dei bambini sono espressioni dei loro desideri e quindi di sè stessi, ciò che porta il genitore alla risposta deve tener conto anche di questo aspetto molto rilevante per lo sviluppo psico-emotivo del bambino.

Tenerne conto significa che, nonostante l'esito finale della risposta 'si' o 'no' alla richiesta, che il genitore valuta rispetto ai suoi valori educativi, va accolta e riconosciuta la parte emotiva della richiesta.

 

Cosa significa accogliere e riconoscere la parte emotiva della richiesta?

Significa che la parte della richiesta che è espressione del desiderio non deve essere minimalizzata, svalutata o schernita, per esempio con frasi: 'è una sciocchezza, non ti serve a nulla'.

Questo è importante per evitare che nel bambino si creino associazioni interne su sè stesso basate sul fraintendimento. Esso nasce dal fatto che il pensiero del bambino è più concreto che simbolico e ciò lo porta a fare equivalenze del tipo 'la richiesta è sciocca, io sono sciocco'. Ciò generando un'emozione chiamata vergogna che nello sviluppo della propria immagine può essere disturbante.

Ovviamente ci si riferisce non a singoli episodi, ma ad una tendenza dell'ambiente di sottovalutare e svalutare le richieste dei figli.

Quindi la risposta del genitore dovrebbe esprimere il riconoscimento dell'importanza di quella richiesta per il figlio (es. è un bel gioco, so che ti piace molto...) e contemporaneamente la valutazione (che tiene conto di diversi aspetti della richiesta che il bambino naturalmente non riesce a valutare) e la spiegazione del soddisfacimento o meno della richiesta.

Anche in questo caso, si mette in evidenza un atteggiamento del genitori che tende in questa direzione che integra la parte emotiva a quella educativa/normativa.

Quindi le regole, intese come i valori educativi a cui i genitori fanno riferimento per la crescita dei loro figli, hanno un gran valore e servono da guida, ma devono esere integrate con una posizione empatica che riconosca i bisogni emotivi del bambino.

Questa posizione consente una minore fatica da parte dei genitori soprattutto quando si trovano a dover venir meno ad una regola: perchè la rigidità lascia il posto ad una visione più complessa e il fallimento/impotenza ad una posizione di maggior competenza e consapevolezza.

 

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Bibliografia: J. Bowlby 'Una base sicura' Ed. Cortina, Milano, 1989.; M.D.Ainsworth 'Modelli di attaccamento e sviluppi della personalità', Ed. Cortina, 2006; P. Di Blasio, L. Camaioni 'Psicologia dello sviluppo', Il Mulino, 2007


22 giugno 2017


Approfondimento Psicologia


Psicologa e psicoterapeuta, Responsabile Sportello Psicologico Spazio Agorà per Acli Milanesi

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