Parliamone Insieme: prime parole e sviluppo del linguaggio

Come impara a parlare il bambino e come comunica?

Come impara a parlare il bambino e come comunica?

Ogni genitore si chiede quando il proprio figlio inizierà a parlare e quali saranno le sue prime parole. Da piccoli versi a parole di senso compiuto, lo sviluppo del linguaggio dei bambini si svolge in diverse fasi. 

 

Domanda: Mi chiedo quando il mio bambino comincerà a parlare, ora dice delle sillabe, mi indica quello che vuole e in qualche modo ci capiamo, ma quando compaiono le prime parole?

 

Risposta: l'acquisizione del linguaggio è un processo che interessa il bambino almeno per i suoi primi 7/8 anni di vita. E' un processo complesso che va oltre l'acquisizione delle singole parole ed avviene all'interno di un sistema più ampio detto comunicazione:

  • 1° ANNO

Acquisizione della comunicazione prelinguistica e inizio della comunicazione linguistica.

  •  2° ANNO

Comprensione e produzione delle prime parole. Graduale acquisizione delle parole con l'esplosione del vocabolario ai 18 mesi e la capacità di usare le parole differenziandole per categoria: la parola gatto all'inizio è usata per tutti i quadrupedi e alla fine dei due anni solo per i gatti.

  • 3° e 4° ANNO

Acquisizione della grammatica e della competenza linguistica. Ad esempio introducono i pronomi personali e il linguaggio narrativo in cui il pensiero diventa più analitico, ma il linguaggio rimane ancora soggettivo, meno logico e più espressivo emotivo.

  •  ETA' SCOLARE

Acquisizione della competenza metalinguistica. Il linguaggio è oggetto di analisi al di là del suo uso, si sposta dalla concretezza e comincia una certa simbolizzazione. La parola "casa" per esempio non si usa solo per indicare quella specifica costruzione, ma si può pensare in generale  come categoria. 

Acquisizione di una comunicazione pragmatica: la comunicazione diventa più  efficace, il bambino riesce ad adattare il suo linguaggio all'interlocutore, riesce a tener conto del suo punto di vista e dei suoi bisogni.

Come comunicano i bambini prima di saper parlare

Soffermandoci sulla prima fase quella della comunicazione prelinguistica e delle prime parole, si può dire che il linguaggio si sviluppa all'interno di una più ampia capacità comunicativa che è fatta di espressioni gesti e suoni che si sviluppano e mutano nel tempo all'interno della relazione con i caregiver.

I primi mezzi di comunicazione sono:

SORRISO: alla nascita è un riflesso, al secondo mese è endogeno (cioè provocato da sensazioni interne), al terzo comincia ad essere selettivo e strumentale.

PIANTO, VOCALIZZAZIONE: all'inizio il bambino piange per chiamare a sè l'adulto, il pianto si differenzia a seconda della sensazione percepita (fame, fastidio, dolore) ed emette suoni come gorgoglii, ruttini e sbadigli che sono di natura vegetativa.

Verso i 2/3 mesi nella relazione con i genitori iniziano delle piccole 'conversazioni', cioè degli scambi che hanno proprio degli intervalli, in cui ai genitori sembra di cominciare a parlare con i loro bambini.

Verso i 6/7 mesi comincia la lallazione canonica, ossia il ripetersi di sillabe come 'gaga' 'lala', che non hanno un'intezione comunicativa, intesa come l'emissione di un messaggio per ottenere uno scopo, ma si potrebbe dire che lo scopo è proprio quello di comunicare con l'adulto per scoprire che effetto fa. Infatti mamma o papà spesso rispondono sorridendo, ripetendo il suono, parlando al bambino, dando conferma al figlio che esiste, che ciò che emette è sentito e restituito.

LO SGUARDO e I GESTI PER INDICARE: il bambino fin da subito, come si è già visto, è attratto dal volto della madre e dal suo sguardo. L'incontro degli sguardi è importante perchè è da qui che cominciano le interazioni: il bambino coglie l'attenzione dell'adulto e con i primi gesti (il dito indice alzato) sposta l'attenzione di entrambi verso un oggetto di interesse comune.

Questo è un passaggio fondamentale perché nasce l'intenzionalità comunicativa.

Il bambino vuole far vedere qualche cosa e in altri termini 'dire' qualche cosa. Questo è molto importante perché mostra che ha percezione di sé, che è in un processo di distinzione di sé dall'altro e in parole più semplici sta crescendo. Infatti verso l'anno il bambino con il dito alzato verso un biscotto, ripeterà insistentemente 'cotto' per dire che vuole un biscotto.

Come comunicano i bambini prima di saper parlare

Questi primi mezzi di comunicazione, si modificano con il tempo e dipendono anche dalle caratteristiche del bambino e dallo stile delle interazioni con i caregiver, e piano piano si modificano vedendo affiancarsi via via la parola.

Si riporta una tabella indicativa che può essere usata come guida dai genitori, precisando che non rappresenta uno strumento diagnostico per individuare eventuali disturbi. Infatti, lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio sono sempre una questione multifattoriale che vede coinvolti il bambino, i caregiver, gli stili comunicativi e relazionali e l'ambiente in senso più ampio, motivo per cui l'assenza o la scarsità di parole entro i due anni va prima osservata, colta nel suo significato e senso e - in altre parole - affidata alla diagnosi di figure competenti: neuropsichiatra e psicologo-psicoterapeuta.

  Media Minima Massima
Comparsa prime parole 13 mesi 8 mesi 18 mesi
Ampiezza vocabolario 50 parole 22 parole 628 parole
Comprensione di parole a 8/10 mesi 30 parole Nessuna 200 parole
Compresione di parole a 17/18 mesi 215 parole 22 parole 398 parole
Comparsa delle prime frasi 20 parole 14 parole 24 parole

 

 

La relazione dei genitori con i figli durante la fase di sviluppo del linguaggio nel bambino è importante perché influenza attivamente la sua crescita e il suo apprendimento. Nonostante questo, i genitori non sono chiamati ad essere perfetti o a fare la cosa giusta al momento giusto con costanza, ma ad esserci nell'incontro con il bambino e a sintonizzarsi con lui, a sbagliare e recuperare, ad essere in altre parole sufficientemente buoni (Winnicott).

Bibliografia: Psicologia dello Sviluppo (2007), L.Camaioni, P. Di Blasio, Ed. Il Mulino; Fondamenti di psicologia della comunicazione (2007), L. Anolli Ed.Il Mulino; Jan Abram”Il linguaggio di Winnicott” Franco Angeli Ed,Milano,2013; Donald W. Winnicott “Sviluppo affettivo e ambiente”, Armando Ed, Roma, 1970; Donald W. Winnicott “Dalla pediatria alla psicoanalisi”, Martinelli Ed, Firenze, 1975; Donald W. Winnicott “Sulla natura umana”, Cortina Ed, Milano, 1989; A. Oliverio Ferraris  “Fondamenti di Psicologia dello Sviluppo”,Zanichelli Ed., Bologna, 2002; Donald W. Winnicott “La famiglia e lo sviluppo dell’individuo”, Armando Ed, Roma 1968

11 maggio 2017


Approfondimento Psicologia

Psicologa e psicoterapeuta, Responsabile Sportello Psicologico Spazio Agorà per Acli Milanesi


Articoli correlati

Contenuto Web