Proteggere il cuore negli anni della menopausa

Il rischio cardiovascolare è spesso sottovalutato nella donna in menopausa

La carenza ormonale di estrogeni che si instaura con la menopausa – con l’eventuale aggiunta di fattori di rischio, quali fumo, sedentarietà ecc. – ha un ruolo centrale nello sviluppo di varie patologie cronico-degenerative nella donna.

Iniziando dai primi sintomi, che portano la donna a richiedere l’aiuto del ginecologo (sindrome peri-menopausale), le conseguenze cliniche della menopausa investono tutto l’organismo (apparato cardiovascolare, cute, mucose, ossa, articolazioni, sistema nervoso e organi di senso), coinvolgendo pesantemente anche la sfera psicologica e diversi aspetti della vita sociale della donna.

Ci vogliamo però soffermare in particolare su un rischio spesso sottovalutato nella donna in menopausa, ovvero quello delle malattie cardiovascolari.

In effetti, con l’avvento della menopausa e la conseguente carenza di estrogeni, il rischio cardiovascolare della donna si modifica drasticamente, iniziando gradualmente ad essere assimilabile a quello dell’uomo (è noto che il sesso maschile, rispetto al sesso femminile, è un elemento negativo aggiuntivo per il rischio di malattie cardiovascolari).

Quindi, se prima della menopausa la pressione arteriosa era sempre nella norma, così pure i livelli nel sangue di zuccheri (glicemia) e grassi (colesterolemia) e il peso si manteneva stabile, dopo la menopausa la situazione inizia a cambiare, motivo per cui bisogna sottoporsi regolarmente a controlli medici e mettere in atto tutte i consigli per la prevenzione.

In effetti, l’assestamento ormonale della menopausa porta a una predisposizione alla ridotta tolleranza per gli zuccheri e a un deterioramento del metabolismo dei grassi. Si innescano inoltre meccanismi che facilitano la costrizione e l’“indurimento” dei vasi.

Qual è attualmente la situazione in Italia? I risultati di un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità (“Progetto Cuore”), tra le donne in menopausa il 45% soffrono di ipertensione, il 36% di ipercolesterolemia e il 30% di sovrappeso/obesità, tutti questi sono importanti fattori di rischio cardiovascolare.

Cosa si può fare per prevenire il rischio di malattie cardiovascolari?

Anche in questo caso è opportuno intervenire su stile di vita e dieta:

Innanzitutto stop al fumo.
Bisogna quindi incrementare l’attività fisica per stimolare il metabolismo. Le linee guida consigliano minimo 150 min/settimana di attività fisica moderata, 75 min/settimana di attività intensa o equivalente combinazione di attività fisica aerobica moderata e intensa.
La dieta deve essere ricca in verdura e frutta, tutti i giorni, e pesce, almeno due volte la settimana.
Limitare l’apporto di grassi saturi (ossia i grassi di origine animale), la quota alcolica, il sodio e lo zucchero.
Dieta e adeguata attività fisica, devono essere mirati anche a mantenere il giusto peso, ossia un indice di massa corporea <25 Kg/m2 (si misura dividendo il peso in chilogrammi per il valore dell’altezza elevato al quadrato: per esempio, peso 65 kg, altezza 1,60 m = 65/1,60x1,60 = 65/2,56 = 25,39) e una circonferenza vita <88 cm.

 

Per affrontare al meglio la menopausa, si consiglia di effettuare regolari visite ginecologiche presso uno specialista.

03 ottobre 2016


Approfondimento Prevenzione

Medico di base - Pneumologo


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