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Proteine della soia contro il rischio cardiovascolare

Come soddisfare varietà nutrizionale e gusti di tutta la famiglia

Sostituire 30 g al giorno di proteine di origine animale con proteine della soia è, per il rischio cardiovascolare, un provvedimento semplice ed efficace.

Lo dimostra una ricerca tutta italiana che, invece di utilizzare supplementi a base di proteine della soia purificate, ha valutato l’efficacia di alimenti a base di soia (bevande, dessert, burger, spezzatino), di alta qualità e comunemente commercializzati. La versatilità delle offerte permette di consumarli in modo variato nel corso della giornata, sostituendo 30 g di proteine animali con una pari quantità di proteine di soia.

 

proteine soia rischio cardiovascolare

 

Lo studio

La ricerca sull’efficacia delle proteine della soia contro il rischio cardiovascolare è stata condotta su due gruppi di soggetti (donne in post-menopausa e uomini, tutti di età compresa tra 45 e 75 anni), accomunati da alterazione dei livelli lipidici (ipercolesterolemia totale e LDL, ipertrigliceridemia, scarsi livelli di colesterolo HDL), moderata obesità addominale, sovrappeso (BMI, Body Mass Index non oltre 30 kg/m2), ipertensione, iperglicemia a digiuno.

Il primo gruppo ha seguito per 12 settimane un’alimentazione controllata (circa 1800 calorie al giorno per gli uomini e circa 1500 per le donne), secondo i principi della Dieta Mediterranea (i grassi forniti erano soprattutto olio extravergine di oliva e polinsaturi), in cui l’apporto quotidiano di proteine totali (sia animali sia vegetali) era pari a 1 g/kg di peso; nel secondo gruppo, l’unica variazione è stata la sostituzione di 30 g di proteine di origine animale con 30 g di proteine di soia, grazie al consumo di prodotti di comune commercializzazione.

 

proteine soia

I risultati

Al termine di soli tre mesi di studio i risultati sono stati più che soddisfacenti: nei soggetti che avevano diligentemente seguito l’alimentazione sperimentale si è messa in luce, in media, una riduzione sia della colesterolemia totale del 4,85%, sia di quella LDL (- 5,25%).

Inoltre, nella metà dei soggetti del gruppo “proteine di soia”, erano migliorati alcuni parametri che identificano la presenza di sindrome metabolica (compresenza di almeno tre fattori tra obesità addominale, eccesso di peso, ipertensione, iperglicemia, insulinoresistenza, dislipidemia), a partire da una buona riduzione del peso e del BMI (- 1,5%), ottenuta in soli tre mesi, senza pesanti restrizioni caloriche.

In conclusione, questa ricerca conferma l’efficacia del consumo quotidiana di 30 g di proteine della soia contro il rischio cardiovascolare.

I 30g di proteine della soia possono essere consumati sotto forma di alimenti comuni, in sostituzione di una pari quantità di proteine animali e all’interno di un’alimentazione bilanciata e corretta come quella mediterranea.

 

fai il test

 

Bibliografia: Ruscica M, Pavanello C, Gandini S et al. - Effect of soy on metabolic syndrome and cardiovascular risk factors: a randomized controlled trial - Eur J Nutr. 2016 Oct 18. 


27 gennaio 2017


Alimentazione Approfondimento


Giornalista professionista

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