Quando una sigaretta fa male anche da spenta

I rischi e le conseguenze dei mozziconi di sigaretta: perché non disperderle nell'ambiente è importante

Fumare tabacco comporta l’immissione in ambiente di più di 4000 sostanze chimiche, molte delle quali ad azione irritante, nociva, tossica e cancerogena. Durante la fase di combustione della sigaretta una parte degli agenti chimici prodotti viene inalata dal fumatore, una parte viene dispera nell’ambiente esterno (fumo passivo), un’altra parte immessa sempre nell’ambiente con la cenere e una parte viene trattenuta dal filtro.

La porzione di sigaretta non fumata e il filtro costituiscono quella che viene comunemente chiamata cicca o mozzicone di sigaretta. Nelle cicche quindi è possibile trovare moltissimi inquinanti chimici come nicotina, benzopirene, composti organici volatili, polonio-210 e acetato di cellulosa, una materia plastica di cui è costituito il filtro.

Pertanto, contendendo le cicche una miriade di sostanze tossiche, in base alla normativa inerente la classificazione delle sostanze pericolose, queste dovrebbero essere classificate come rifiuti tossici e come tali dovrebbero essere trattate quanto a raccolta differenziata e smaltimento.

Contrariamente a questo principio, invece, esse vengono immesse nell’ambiente in modo selvaggio e senza alcun criterio. Quando si gettano per terra i mozziconi di sigaretta non si pensa all’impatto ambientale che questo gesto comporterà, per cui è il caso di dire che una cicca fa male anche da spenta. Infatti basta pensare che:

- Il filtro delle sigarette è costituito da acetato di cellulosa, un materiale difficilmente degradabile (occorrono fino a circa 5 anni prima della completa degradazione).


- La combustione del tabacco comporta l’immissione di oltre 4000 sostanze chimiche pericolose. - Una certa quantità di queste sostanze sono presenti nel mozzicone di sigaretta. Si tratta, ad esempio, di nicotina, benzopirene, ammoniaca, acido cianidrico e polonio-210, sostanze che possono avere effetti gravi sia per l’uomo che per l’ambiente.


- Frequentemente i fumatori abbandonano le cicche per terra dove capita. Succede così di vedere tappeti di mozziconi abbandonati qua e là. L’effetto provocato è sgradevole dal punto di vista estetico e crea problemi di pulizia urbana perché facili ad incastrarsi negli interstizi più disparati.


- Tra i possibili danni acuti ricordiamo il rischio di ingestione di cicche per i bambini.


- Da non sottovalutare poi un effetto pericoloso del rilascio incontrollato nell’ambiente dei mozziconi di sigaretta rappresentato dagli incendi (es. sigarette non spente o spente male e gettate dalle auto in zone a rischio).


- Il disastro ambientale si consuma quando le cicche abbandonate a terra raggiungono poi le falde acquifere, fiumi e mari con inquinamento degli alimenti e della fauna ittica e terrestre. E il cerchio si chiude inevitabilmente con l’uomo.

 Per quanto riguarda il carico inquinante per l’ambiente, tenuto conto del consumo annuale di sigarette in Italia (circa 11milioni), abbiamo calcolato il carico nocivo immesso con le cicche in ambiente esterno (52 miliardi di cicche/anno): nicotina = 300 tonnellate/anno, polonio-210 = 1400 milioni bq/anno, composti organici volatili (benzene, acroleina, formaldeide, acetone) = 1500 tonnellate/anno. Ammoniaca e acido cianidrico = 20 tonnellate/anno, particolato (condensato/catrame) = 1000 tonnellate/anno.

Allo scopo di sensibilizzare i fumatori ad un maggior rispetto per l’ambiente, l’associazione ALIBERF di Bologna (Associazione Liberi dal Fumo) formata dagli ex-fumatori del Centro Antifumo dell’AUSL di Bologna, insieme al Dipartimento di Igiene e Prevenzione dell’AUSL di Bologna, con l’adesione di Lega Ambiente e col patrocinio della Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), ha organizzato ed effettuato una raccolta delle cicche di sigaretta nei parcheggi e pertinenze degli Ospedali Maggiore e Bellaria (Datti una mossa con il Cikka Day).

In circa 3 ore sono state raccolti circa 6kg di cicche, pari a circa 20mila mozziconi che, purtroppo, in assenza di un codice europeo (il codice CER) che possa etichettare la cicca ti tabacco come rifiuto tossico, abbiamo dovuto gettare nei cassonetti dell’indifferenziata.

L’iniziativa acquista valenza maggiore alla luce dell’entrata in vigore il 2 febbraio scorso della legge che autorizza i Comuni ad informare ed educare la popolazione e a vigilare e sanzionare chi disperde nell’ambiente le cicche di sigaretta interessando, fortunatamente, anche alcuni massmedia come Repubblica.it e Radio24.

Fonti: partnership con Midia e condivisione articolo http://www.midiaonline.it/numeri/respiro/respiro-34-2-estate-2016/;

photo credit: Albuzzzzzz Alice's essence via photopin (license)

21 dicembre 2016


Approfondimento Salute

Dirigente Medico Pneumotisiologia


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