Sì al caffè d'estate: l'idratazione non ne soffre

Per un'idratazione corretta, caffè anche d'estate. Lo dimostra la ricerca

Non è necessario rinunciare all’amata tazzina neppure nei mesi caldi, per il timore (infondato) di compromettere una corretta idratazione. La ricerca più recente, infatti, sfata il mito che legava il consumo di caffè (ma anche di tè) a un certo effetto disidratante.

Le dichiarazioni a difesa del caffè anche nei mesi estivi vengono dalla SISA, la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione), che spiega come l’ipotesi di un effetto disidratante associabile al consumo di caffè derivasse da studi ormai datati, in cui era stata valutata la somministrazione di caffeina pura e non di bevande contenenti caffeina.

Più di recente, invece, le ricerche hanno correttamente considerato l’assunzione di caffeina all’interno delle normali abitudini alimentari, vale a dire con caffè e tè.

Da queste indagini sono emersi i primi dati, pubblicati nel 2000 sul J. Am. Coll. of Nutrition (Grandjean A, Reimers K, Bannick K, Haven M. The effect of caffeinated, non-caffeinated, caloric and non-caloric beverages on hydration. JACN 2000;19(5):591-600), in cui si è messo in luce che il consumo abituale e moderato di caffè con caffeina (pari alle nostre 4 tazzine al giorno) non provocava effetti negativi sullo stato di idratazione.

Altri studi, condotti con dosi superiori assunte per lunghi periodi, hanno dimostrato che il potenziale diuretico della caffeina resta comunque modesto, perché l’organismo mette in atto un sistema di tolleranza.

Ecco perché, consumato in modo regolare e moderato, si può dire sì al caffè d’estate: l’idratazione non ne soffre.

Una ulteriore conferma è venuta da una ricerca pubblicata nel 2014 su PLOS ONE (Killer S.C., Blannin A.K. and Jeukendrup A.E. (2014). No evidence of dehydration with moderate daily coffee intake: a counterbalanced cross-over study in a free-living population), in cui è stato utilizzato un sistema di valutazione dell’acqua totale corporea in gruppo di adulti sani, bevitori abituali e moderati di caffè, dimostrando l’assenza di qualunque rischio di disidratazione.

Ultime, ma non per importanza, sono le osservazioni più recenti sugli sportivi, in cui l’attenzione al bilancio idrico-salino in condizioni di sudorazione profusa dev’essere massima: anche in questo caso, il consumo abituale e moderato di caffè con caffeina non ha alcun effetto negativo sullo stato di idratazione. Anzi. Lo sportivo abituato ad assumere caffeina con il caffè (o il tè), che interrompe il consumo di queste bevande, vede calare le sue performance.

21 luglio 2016


Alimentazione Approfondimento

Giornalista professionista


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