TV accesa e cibi pronti, abitudini che predicono l'obesità

Come ridurre il rischio sovrappeso del 47% grazie a pochi accorgimenti

Le buone abitudini alimentari, sottolineate in tutte le linee guida, raccomandano i pasti in famiglia a schermi rigorosamente spenti. Non solo TV ma anche cellulari e tablet. Il perché è presto detto: la convivialità off screen è determinante per evitare l’eccesso calorico nel quotidiano e per avere in tavola cibi allestiti in modo più salutare.

Ora, una ricerca condotta su adulti ambosessi (oltre i 19 anni) chiarisce meglio il valore di queste indicazioni: emerge infatti che i fattori maggiormente predittivi di obesità sono TV e cibi pronti.

La ricerca

Questa ricerca è stata condotta su oltre 12 mila persone, in un’area degli Stati Uniti (Ohio) in cui l’occupazione, mista tra agricoltura e industria, inquadra abitudini di vita molto simili a quelle europee. Ecco perché i risultati devono far riflettere. In pratica, sono stati valutati tre parametri facili da rilevare:

  • la frequenza di consumo dei pasti in famiglia,
  • la frequenza di associazione tra pasti e TV/video,
  • la frequenza di consumo di cibi preconfezionati piuttosto che cucinati in casa.

L’analisi delle risposte, raccolte tra primavera, estate e autunno, ha confermato una stretta associazione tra obesità, TV e cibi pronti. Addirittura, più che consumare i pasti in un contesto familiare, emerge che i maggiori effetti protettivi nei confronti del rischio di sovrappeso/obesità sono tenere spenti TV e video durante il pasto e portare in tavola cibi cucinati a casa.

Infatti, chi aveva dichiarato di non seguire mai video e TV durante il pasto risultava protetto dal rischio di aumento di peso del 37%, rispetto a chi aveva dichiarato di tenere sempre uno schermo acceso. L’associazione si è rivelata lineare: all’aumentare dei pasti accompagnati dalla TV si riduceva la protezione anti-sovrappeso.

La ricerca

La cucina casalinga ha mostrato una capacità preventiva simile: chi aveva consumato pasti cucinati a casa mostrava una riduzione del rischio di sovrappeso/obesità fino al 26%, rispetto a chi aveva puntato sul take away per quasi tutti i pasti settimanali.

Sommando le due abitudini, la protezione anti sovrappeso si avvicinava al 50% (47% in realtà). Altri dati scaturiti da queste analisi aiutano a comprendere il legame tra obesità, TV e cibi pronti:

- Chi guarda TV e video al pasto tende non solo a consumare alimenti poveri di nutrienti e ricchi di calorie, ma anche a eccedere in quantità/calorie.

- Non soltanto: il take away non soddisfa quasi mai l’apporto quotidiano raccomandato di frutta e verdura secondo le indicazioni delle linee guida.

Gli Autori concludono perciò che, per battere il rischio obesità, il no a TV e cibi pronti trasforma qualunque pasto (meglio se condiviso in famiglia) in un’occasione di salute.

Bibliografia:Tumin R, Anderson SE -  Television, Home-Cooked Meals, and Family Meal Frequency: Associations with Adult Obesity - J Acad Nutr Diet. 2017 Feb 24. pii: S2212-2672(17)30069-2. doi: 10.1016/j.jand.2017.01.009. [Epub ahead of print]

18 luglio 2017


Alimentazione Approfondimento

Giornalista professionista


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