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Vacanze in montagna se si soffre di apnee notturne: istruzioni per l'uso

Le vacanze in montagna per chi soffre di OSAS non sono controindicate, a patto che si mantengano le buone abitudini e l'uso della CPAP

Le vacanze in montagna per chi soffre di apnee notturne richiedono alcune avvertenze. Sappiamo infatti che l'altitudine può favorire le apnee notturne. Questo può rappresentare un limite importante per chi è affetto da OSAS, Obstruction Sleep Apnea Syndrome, ovvero da una patologia caratterizzata da frequenti apnee ostruttive durante il sonno. In questo caso, la cattiva qualità del sonno si associa al rischio di una grave ipossiemia (riduzione della quantità di ossigeno nel sangue arterioso), che può danneggiare tutto l'organismo.

Fortunatamente questo disturbo può essere compensato col l'uso di una specifica terapia, denominata ventilazione meccanica a pressione positiva continua (in inglese CPAP, acronimo di Continuous Positive Airway Pressure). Questa terapia richiede un'apposita apparecchiatura, che può essere portata con sé anche in caso di soggiorni montani.

Il funzionamento della CPAP, deve tuttavia considerare eventuali problemi di altitudine. In teoria, lo sbalzo di altitudine può infatti modificare in modo significativo la pressione erogata dalla ventilazione. Tuttavia, i modelli più recenti di CPAP sono dotati di sistemi automatici di compensazione della pressione atmosferica che consentono un uso sicuro anche in caso di ampie variazioni di altitudine.

 

osas cpap montagna

 

Rischi in alta quota

In particolare, un apposito studio ha rilevato che, con i moderni apparecchi di CPAP, le variazioni di elevazione tra i 3.075 metri e il livello del mare non alterano significativamente i requisiti di pressione assoluta di CPAP.

Ovviamente va anche considerato che se ci si espone a quote particolarmente elevate aumenta anche il rischio di possibili conseguenze cardiovascolari. Ci riferiamo ad altitudini oltre i 2.500 metri, laddove la pressione atmosferica si riduce e diminuisce la concentrazione di ossigeno. Gli amanti delle alte vette, se affetti da problemi respiratori come l'OSAS, devono quindi confrontarsi col proprio medico prima di mettersi in viaggio.

Per chi invece si "accontenta" di quote più basse, sotto i 2.000 metri, proseguendo le consuete cure con eventuali aggiustamenti concordati con il proprio medico, non esistono particolari problemi. Potrà godersi serenamente di tutti i benefici della vita all'aria aperta, in un ambiente salubre e stimolante.

 

guarda le cpap

Fonti: Patz DS, Swihart B, White DP. CPAP pressure requirements for obstructive sleep apnea patients at varying altitudes. Sleep 2010;33(5):715-8.; Walters G, James A, Gill S, Banerjee D. Airline acceptability of CPAP: is relevant information available on airlines' websites? Prim Care Respir J 2010;19(1):87-8.


10 luglio 2017


Approfondimento Disturbi del sonno


Medico di base - Pneumologo

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