Versatilità del botox per emicrania, spasmi, iperidrosi

Non soltanto trattamenti estetici: con il botox ormai si possono trattare emicrania, spasmi muscolari, iperidrosi

Botox contro emicrania, spasmi, iperidrosi (eccessiva sudorazione)? Senz’altro. La tossina botulinica A è solo uno dei derivati da una delle tossine più letali conosciute e, oltre l’uso estetico antirughe, il più diffuso, noto e consolidato, sta guadagnando terreno in terapia.

Tutte le principali applicazioni del botox, con una proiezione verso gli usi ancora non approvati (ma sempre più applicati “off label” dagli specialisti), vengono ripercorse dal settimanale statunitense TIME. Eccole in dettaglio:

 

Emicrania Cronica 

Negli anni ’90 si apre a cascata la versatilità applicativa della tossina botulinica A. Uno dei suoi impieghi più clamorosi riguarda l’emicrania cronica, condizione che, soltanto in Italia, colpisce circa 800 mila soggetti.

Con “emicrania cronica” si intende una cefalea che colpisce per 15 volte al mese, 8 delle quali con caratteristiche francamente emicraniche (dolore localizzato a una metà del cranio, accompagnato speso da disturbi gastrointestinali e della visione).

Il Botox contro l’emicrania funziona grazie a microiniezioni, in 7 aree muscolari tra testa e collo. È efficace, ben tollerato e l’effetto dura qualche mese.

Spasmi di varia origine

La prima applicazione della tossina botulinica A è, storicamente, quella per la correzione dello strabismo, causato proprio da un’errata contrazione dei muscoli oculari.

Ma l’uso del Botox contro gli spasmi muscolari si è rapidamente ampliato alla correzione del blefarospasmo (quella che comunemente è definita tic, cioè una contrazione incontrollabile delle palpebre), della distonia cervicale (grave contrattura cronica dei muscoli del collo, che obbliga la testa in una posizione innaturale), lo spasmo emifacciale.

Infine, gli impieghi più impegnativi della tossina botulinica A riguardano la spasticità post-ictus nell’adulto e la paralisi cerebrale infantile.

 

Iperidrosi ascellare

L’eccessiva e incontrollata sudorazione alle ascelle non è un problema di poco conto. Causata da iperattività delle ghiandole sudoripare, infatti, si può considerare una vera e propria condizione di disabilità, che compromette la vita lavorativa e sociale di chi ne soffre.

Il Botox nell’iperidrosi ascellare è quindi la migliore terapia, se si pensa che le alternative sono soltanto chirurgiche: dalla ormai superata asportazione delle ghiandole sudoripare, alla lesione selettiva dei nervi che governano lo stimolo sudoriparo.

 

Vescica iperattiva

Le infiltrazioni di tossina botulina A si applicano ai casi di vescica iperattiva, e funziona al meglio se, alla base del disturbo, sono disfunzioni nervose.

Si calcola che, nella sola Europa, ben il 17% della popolazione adulta ne soffra. La durata media dell’effetto è di circa sei mesi. In Italia, la tossina botulinica è approvata per tutti questi usi; ma le sue applicazioni “off label” (non ancora approvate) si stanno ampliando.

 

Ecco quali sono gli ulteriori possibili usi del Botox oltre a emicrania, spasmi e iperidrosi.

Depressione

Può sembrare improbabile che una terapia iniettiva possa trattare un disturbo neuropsicologico. Ma le microiniezioni di Botox sembrano avere efficacia in una metà circa dei pazienti con sintomi di depressione maggiore.

 

Eiaculazione precoce e disfunzione erettile

Si tratta di due applicazioni in studio.

 

Dispareunia (dolore al rapporto sessuale) 

Alla base della dispareunia c’è spesso la contrazione anomala della muscolatura del pavimento pelvico o della vagina: lo scopo delle microiniezioni di Botox è facilitare il rilassamento della muscolatura.

 

Fibrillazione atriale post-operatoria

Anche in questo caso, la tossina botulinica sarebbe la prima risposta valida in un ambito che non ha finora trovato un’adeguata risposta farmacologica.

 

Sindrome di Raynayd

È una disfunzione della circolazione, che interessa soprattutto le mani esposte al freddo e per il repentino passaggio da ambienti caldi ad ambienti freddi. Rilassare la muscolatura, attorno ai vasi sanguigni colpiti da spasmi, contribuisce a riportare la circolazione nella norma.

17 marzo 2017


Approfondimento Benessere

Giornalista professionista


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