Come affrontare il dolore cronico

Sintomatologia e trattamento del dolore: l'intervista al dottor Alberto Pollini

Un interessante tema che può riguardare l'esistenza delle persone è il dolore e in particolare il dolore cronico. E' un'esperienza sicuramente non piacevole che coinvolge la persona nella sua unità mente e corpo. Il dolore cronico è presente e avvertito costantemente nel corpo, ma contemporaneamente suscita emozioni e impone una sorta di convivenza forzata con la quale fare i conti.

In un'approccio multidisciplinare e integrato al dolore cronico è opportuno, inizialmente, comprendere cosa si intende per dolore cronico, domanda che rivolgiamo al Dott. Alberto  Pollini, Specialista in Anestesia e Rianimazione, agopuntore ed ozonoterapeuta.

Cosa si intende per dolore cronico?

«Il dolore in sé, è normalmente definito come: “una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva associata a un danno tessutale attuale o potenziale o descritto come tale”.

Per dolore cronico s’intende: “Un dolore che persiste più a lungo del corso naturale della guarigione che si associa ad un particolare tipo di danno o di malattia”, viene identificato come dolore cronico.

In termini temporali rientra nella definizione di dolore cronico benigno ogni sintomatologia dolorosa che persiste per un periodo maggiore di 3 mesi e non correlata a patologia tumorale.»

Cosa si intende per dolore cronico?

Perché e Come avvertiamo dolore?

«Nei tessuti del nostro organismo sono presenti dei recettori deputati all'identificazione del dolore. I cosiddetti nocicettori sono sensibili a stimoli di diversa natura che alterano l’integrità dei tessuti. Gli stimoli dolorosi, che possono essere meccanici, chimici o termici, determinano l’attivazione di un “segnale”, che dopo aver percorso le fibre del midollo spinale, raggiunge il cervello in aree definite della corteccia cerebrale.

In queste aree cerebrali il segnale viene elaborato dalle strutture nervose e crea nella persona quella che possiamo definire come esperienza o memoria del dolore.

Il perdurare dello stimolo doloroso, inizialmente porta alla liberazione di sostanze dette endorfine, potenti antidolorifici prodotti dal nostro organismo che, con il protrarsi dello stimolo andranno ad esaurirsi. In tal caso la persistenza del dolore deve essere trattata con terapia farmacologiche o fisiche.»

Quali sono le sintomatologie dolorose più diffuse?

«La metà dei pazienti che si reca dal medico lo fa perché lamenta uno di questi dolori: mal di testa, mal di schiena, dolore reumatico, mal di stomaco, dolori mestruali.

Il dolore cronico rappresenta una tra le cause maggiori di perdita di giornate lavorative e può influenzare pesantemente la qualità della vita nello svolgimento delle attività quotidiane di una persona, oltre a rappresentare un costo importante in termini di spesa per terapie.»

Quando occorre consultare il medico?

«Se il dolore è lieve o è "conosciuto" si può ricorrere ai farmaci analgesici o antinfiammatori. In caso contrario occorre consultare il medico al quale è bene riferire informazioni per consentire una più attenta e precoce diagnosi.

Le caratteristiche del dolore da segnalare sono le seguenti:

  • momento dell’insorgenza
  • localizzazione ed eventuali irradiazioni
  • correlazione con l’alimentazione, il clima, il movimento, le emozioni
  • presenza di sintomi concomitanti quali: nausea, sudorazione, vertigini, stanchezza
  • evoluzione dell’intensità nel corso della giornata
  • influenza sulla qualità del sonno e del riposo
  • variazione dell'intensità del dolore con il caldo, il freddo e la pressione locale
  • esperienza di un dolore analogo in passato e come è regredito.»

Quando occorre consultare il medico?

Quali terapie per il dolore cronico?

«L’approccio è multi fattoriale e comprende la terapia farmacologica, la terapia fisica e fisioterapica, le procedure antalgiche interventistiche (infiltrazioni, impianto di neurostimolatori etc. ), il ricorso eventuale a terapie complementari quali l’agopuntura, l’omotossicologia e l’ossigenoozonoterapia, il supporto psicologico in un’ottica interdisciplinare».

Alla luce di ciò ci si può domandare: quale tipo di intervento psicologico è possibile?

Sono possibili due tipi di intervento:

Il primo è mirato a sostenere le risorse psicofisciche della persona affinché possano essere utilizzate e indirizzate per trovare delle strategie per affrontare il dolore, le conseguenze di questo, i cambiamenti nella propria qualità di vita e anche gli interventi terapeutici.

Il dolore cronico entra in qualche modo a far parte della propria esistenza: una maggior consapevolezza della propria realtà e il superamento di una posizione conflittuale a favore di una posizione attiva (occuparsi del dolore), si traduce nella possibilità di gestire e affrontare la patologia in modo più funzionale.

Un'altra modalità di  intervento è la psicoterapia, essa è utilizzabile nei casi in cui il medico  ipotizzi che  la compenente psicologica abbia un ruolo importante nell'esordio, nella esacerbazione del dolore e nella sua gravità.

L'intervento psicoterapeutico richiede che la persona senta una motivazione ad esplorare il disturbo rispetto alla componente psicologica, che sia in grado di affidarsi e di fidarsi del terapeuta quindi possa ingaggiarsi in una relazione terapeutica.

La psicoterapia è indicata anche nei casi in cui il dolore cronico si associ a vissuti depressivi ansiosi molto intensi che limitano il funzionamento nel mondo della persona e porti a quadri di ansia generalizzata e panica per più di sei mesi. In questo caso la psicoterapia potrà associarsi anche ad un intervento psichiatrico.

Ogni tipo di intervento psicologico è fondamentale che si collochi all'interno di un progetto multidisciplinare che accolga e tratti una patologia che colpisce la persona nella sua unità psiche-soma.

 

Dottor Alberto Pollini

Specialista in Anestesia e Rianimazione

Bibliografia: Il dolore cronico in Medicina Generale. Ministero della Salute (2010)

Bonica' s Trattamento del dolore (2003 ed Delfino) – Bonica

Psicologia clinica del dolore (2010 Ed. Springer) – E. Molinari, G. Castelnuovo

13 April 2017


Approfondimento Psicologia

Psicologa e psicoterapeuta, Responsabile Sportello Psicologico Spazio Agorà per Acli Milanesi