Il rischio OSAS e gli autotrasportatori

Il lavoro e la salute degli autotrasportatori e il rischio OSAS

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno, acronimo OSAS, è uno dei più noti disturbi respiratori del sonno. Chi soffre di OSA presenta durante il sonno interruzioni respiratorie complete o parziali per un tempo superiore a 10 secondi, dette rispettivamente apnee e ipopnee; queste a loro volta sono associate ad un frequente russamento e ad un’elevata sonnolenza diurna. Le patologie sonno correlate di tipo respiratorio aumentano notevolmente la mortalità per danno cardiovascolare cronico e acuto e danno neurologico, causando ipertensione e ictus cerebrale.

In Italia la patologia OSA colpisce circa il 3-4% della popolazione, ma soltanto l’0,25%   è in terapia. I soggetti maggiormente esposti a questo alla patologia OSA sono uomini di età superiore ai 30 anni con elevato BMI (Peso/Altezza^2) e/o elevata circonferenza del collo, o con anche anomalie anatomopatologiche, come dismorfismi facciali o problemi ormonali che causano l’eccessivo riprodursi di tessuti.

A causa della sonnolenza diurna, l’attenzione di chi soffre di questo disturbo è fortemente a rischio: i momenti distrazione aumentano e diminuiscono i riflessi. Per questo, diventa difficile lavorare e condurre le principali attività della giornata.

Con la direttiva europea 2014/85/UE in vigore dallo scorso gennaio, è cambiato il regolamento di chi attende il rilascio o il rinnovo della patente, che richiede ora l’accertamento di questa patologia nei guidatori. In caso venga diagnosticata l’OSAS, si dovrà trattare efficacemente, in modo da poter garantire una guida sicura da colpi di sonno.

Il dottor Sergio Garbarino, neurologo ed esperto di Medicina del Sonno al Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova, ha presentato la sua ricerca lo scorso luglio nel corso del convegno “La prevenzione della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno nel settore dell’autotrasporto”. Il tema delle apnee notturne, infatti, riguarda in particolar modo anche gli autotrasportatori, direttamente interessati dal Decreto. Secondo quanto riportato dallo studio Iveco del 2015, la percentuale degli autotrasportatori che soffre di OSAS è del 25%, quella degli incidenti stradali correlabili all’eccessiva sonnolenza diurna è del 18,7% e infine del 3,2% per colpi di sonno.

L’indagine compiuta dall’equipe di Garbarino ha interessato 109 autotrasportatori di merci pericolose e 283 persone comuni e, come si può vedere dal grafico, ha dimostrato un indicatore severo della patologia per il 22% degli autotrasportatori, comparato con l’8,5% del resto della popolazione. Di seguito riportate le percentuali valutate secondo l’indicatore di incidenza della patologia, dove <30 risulta l’indicatore più grave.

Grazie allo studio, si è riscontrato che la percentuale degli incidenti del lavoro è duplicata in caso di sonnolenza diurna e addirittura triplicata nel caso degli autisti.

Rischi e costi della patologia sono tali da richiamare l’interesse del ministero dei Trasporti e di Conftrasporto, che in prima persona rispondono della sicurezza delle nostre strade. Oltre ai pericoli causati da questa condizione, infatti, c’è da tenere in considerazione anche i costi: attualmente, 2.9miliardi di euro sono i costi tra sanitari e indiretti (incidenti e perdita di produttività tra i principali).

Per tutti questi motivi, sono sempre più gli interventi di informazione e prevenzione volti ad aumentare la consapevolezza della patologia e a portare autisti e persone comuni verso un percorso di diagnosi e terapia.

Questo percorso inizia con uno screening iniziale, il Questionario di Berlino, di semplice compilazione. Lo puoi compilare qui.

In caso l’esito sia positivo, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista per valutare il rischio OSAS e seguire gli eventuali trattamenti suggeriti per gestire le apnee notturne. In caso di apnee notturne gravi, ad esempio, verrà consigliato l’utilizzo di una CPAP, ovvero un dispositivo di pressione positiva che migliora la respirazione durante le ore di sonno.

Fonti: https://issuu.com/albo-autotrasporto/docs/tir_194_2016_09

18 October 2016


Approfondimento Disturbi del sonno

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