L'evoluzione della piramide alimentare

Dalla prima piramide alimentare alla più recente piramide alimentare transculturale

La piramide alimentare è una rappresentazione grafica di consigli dietetici che orientano gli alimenti a seconda della quantità e della frequenza con cui dovrebbero essere consumati. Alla base della piramide alimentare sono posti i cibi da consumare con più frequenza e in quantità maggiori, al vertice quelli da assumere in piccole quantità.

La storia

La storia della piramide alimentare inizia negli anni ’50-’60 e viene ispirata dalle abitudini alimentari italiane. Infatti, seppure la prima piramide alimentare venne messa a punto negli USA, dal medico e nutrizionista statunitense Ancel Keys, il suo scopo fu quello di tradurre in modo semplice le osservazioni sulla dieta mediterranea, condotte in Italia.

Amante del nostro Paese e delle sue tradizioni, Ancel Keys (tra l’altro inventore della cosiddetta “razione K”, ossia il pasto individuale giornaliero tascabile, studiato per i soldati statunitensi, per alimentarsi nel corso di operazioni di combattimento di breve durata, durante la seconda guerra mondiale), dopo un lungo soggiorno nel meridione del nostro Paese, si rese conto che l’alimentazione tipica regionale sembrava essere fortemente associata a una riduzione delle malattie cardiovascolari.

L’alimentazione di queste aree, in cui prevaleva l’uso di grassi vegetali (olio extravergine d’oliva soprattutto), verdura, frutta e cereali per lo più integrali, poca carne (nelle aree interne), molto pesce (sulle coste), latte e formaggi, venne per semplicità chiamata “dieta mediterranea”.

Una volta rientrato negli USA, Keys si rese conto che sarebbe stato molto più semplice insegnare i messaggi fondamentali della dieta mediterranea se fossero stati tradotti in elementi grafici. Nacque così la prima versione della piramide alimentare, che rimase un punto di riferimento fino agli anni ’90.

La storia

La piramide alimentare si evolve nella piramide alimentare mediterranea

Con il passare del tempo, ci si rese tuttavia conto che la prima rappresentazione della piramide alimentare era troppo schematica e limitante, perché non coglieva determinati aspetti caratteristici dell’alimentazione mediterranea tradizionale: la frugalità dei consumi, la stagionalità delle nostre colture, la convivialità, le cotture poco elaborate, l’attività fisica, il consumo moderato di alcol all’interno dei pasti, la buona idratazione.

Questi elementi sono infatti presupposti fondamentali del concetto di “mediterraneità”, che non considera soltanto cosa si mette nel piatto, ma anche il contesto del consumo.

Da qui è scaturita la piramide alimentare mediterranea, che delinea non solo i principi alimentari corretti, ma un intero modo di vivere. Anche la piramide alimentare mediterranea, però, si è dovuta confrontare con la società in evoluzione.

L'ultima evoluzione: la piramide alimentare transculturale

Si è infine giunti a una recente rielaborazione della piramide alimentare, quella transculturale, messa a punto dalla Società italiana di pediatria, tenendo conto delle tradizioni alimentari e culturali che hanno man mano arricchito la nostra società, includendo quindi, oltre ai cibi tipici dell’area mediterranea, anche alimenti salutari provenienti da altri Paesi.

Questa proposta nasce con l’obiettivo specifico di rendere più efficace e appetitosa l’educazione alimentare destinata ai bambini, perché crescano con il gusto della varietà a tavola, coniugata a salute e benessere.

07 May 2016


Alimentazione Approfondimento

Medico di base - Pneumologo


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